Beppe Accardi: “Vorrei la B per entrambe, ma l’Alessandria è più completa. I playoff? Una follia”
Giuseppe Accardi, ex giocatore di Alessandria e Reggiana, ha parlato in vista della sfida di mercoledì a Firenze che vedrà le due squadra confrontarsi in semifinale. Ha analizzato anche la stagione della squadra ora allenata da Pillon
Giuseppe Accardi, ex giocatore di Alessandria e Reggiana, ha parlato in vista della sfida di mercoledì a Firenze che vedrà le due squadra confrontarsi in semifinale. Ha analizzato anche la stagione della squadra ora allenata da Pillon
MATERIA GRIGIA – Una qualificazione ottenuta solo ai calci di rigore dopo due sfide molto equilibrate terminate in parità e ora l’Alessandria affronterà la Reggiana nelle semifinali playoff di Lega Pro. Abbiamo contattato in esclusiva Giuseppe Accardi, ora procuratore sportivo (tra i suoi assistiti Ibrahima Mbaye del Bologna e Carlos Embalo del Palermo) e doppio ex della sfida. Di ruolo difensore, Accardi ha lasciato un ricordo importante in entrambe le piazze e ha voluto parlare non solo della gara di mercoledì, ma anche della Lega Pro, del suo format e dei ricordi del suo passato. Ciao Beppe, hai avuto modo di seguire la stagione dell’Alessandria? Che idea ti sei fatto del calo patito nel girone di ritorno?
Secondo me l’Alessandria ha fatto un grande campionato, purtroppo nel calcio a volte si verificano situazioni come questa, è successo al Frosinone che ha un allenatore esperto e stava accadendo anche al Verona che poi si è ripreso ed è riuscito a salire in Serie A. E’ una cosa che è difficile da spiegare, non esiste una spiegazione logica. Credo che se si fosse gestito in maniera diversa il momento difficile si sarebbero potuti evitare i playoff. Ma anche nel ciclismo spesso chi sta davanti a tirare poi non arriva primo, lo stress è difficile da gestire quando si sta davanti tutto l’anno.
A proposito di playoff, cosa pensi della formula?
E’ una follia, è un altro campionato. Per assurdo le squadre che sono arrivate dietro in classifica hanno più possibilità di vincere il campionato, perché hanno meno pressioneʺ.
Passando ad Alessandria-Reggiana, che partita ti aspetti? Vedi una squadra favorita?
Io ho visto le partite di entrambe, penso che l’Alessandria sia una squadra più completa, che ha giocatori abituati a queste partite. Anche la Reggiana ha giocatori di classe e forti, è una partita aperta a qualsiasi risultato, difficile da gestire. Speravo andassero tutte e due in B ad inizio stagione, sono due squadre a cui sono molto legatoʺ.
L’Alessandria per me ha rappresentato un modo per rivalutarmi e tornare nel calcio che conta, la Reggiana è stata la definitiva riconsacrazione della mia carriera. Ho il ricordo di due squadre molto forti e che avevano grandi obiettivi, nel caso dell’Alessandria c’era una proprietà solida e avevamo una corazzata sia per la C2 sia per la C1. Lo stesso con la Reggiana, la squadra era molto forteʺ.
Tu hai vinto il campionato con entrambe, la C2 con l’Alessandria e la Serie B con la Reggiana. Oltre alla vittoria in sé, quali sono stati i momenti più belli di quegli anni?
Il momento più bello di Alessandria è stato quando abbiamo avuto la consapevolezza di avere vinto il campionato. In entrambi i casi erano due gruppi forti, che hanno acquistato consapevolezza nel corso del campionato. Nel girone vinto con l’Alessandria c’erano squadre molto forti e noi rappresentavamo quasi un terzo incomodo dietro alle due migliori in assoluto. Vedendo Alessandria-Lecce ho sorriso facendo il paragone tra Fiori, che giocava con me, e Marras, due giocatori sardi, entrambi veramente forti. Magari anche Marras riuscirà a portare l’Alessandria in B. A Reggio sono molto legato, la squadra era avvolta da uno scetticismo iniziale perché veniva da un’annata importante, ma nel corso dell’anno siamo cresciuti e siamo stati in grado di ribaltare i pronostici vincendo il campionatoʺ.
Sei ancora legato ad Alessandria e alla sua piazza?
Sì, ho molti amici ad Alessandria. Ho letto sul gruppo dei tifosi delle considerazioni e ho cercato di fare capire alla gente che la speranza di salire c’è ancora. Spero riescano a farcela per il mio amico Angelo Orsi. L’Alessandria ha fatto un lavoro ottimo anche se nel corso della stagione si è deciso di cambiare rotta con un nuovo Direttore Sportivo e un nuovo allenatore, e spero riescano ad andare in Serie B perché sarebbe la vittoria di tuttiʺ.