Amag, un Bilancio positivo e alcune decisioni rinviate
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Amag, un Bilancio positivo e alcune decisioni rinviate

Il gruppo guidato dal presidente Stefano De Capitani e dall'amministratore delegato Mauro Bressan ottiene il via libera al Bilancio della società capogruppo e a quello consolidato, ma le elezioni impongono di fatto lo slittamento di scelte nel settori dei rifiuto e della finanza

Il gruppo guidato dal presidente Stefano De Capitani e dall'amministratore delegato Mauro Bressan ottiene il via libera al Bilancio della società capogruppo e a quello consolidato, ma le elezioni impongono di fatto lo slittamento di scelte nel settori dei rifiuto e della finanza

ALESSANDRIA – Via libera all’unanimità al Bilancio di Amag Spa e al Bilancio consolidato del gruppo. Atto finale, prima del voto amministrativo, in tono pacato, se non quasi dimesso. Stefano De Capitani e Mauro Bressan, rispettivamente presidente e amministratore delegato della multiutility alessandrina, di fronte a un gruppo di sindaci (c’è chi è anche arrivato in ritardo) riuniti della sala multimediale dell’azienda, hanno illustrato i dati contabili, commentato le ultime scelte industriali e la gestione delle risorse, definito gli scenari futuri rispetto ai quali però l’ultima parola spetta ai nuovi amministratori comunali di Alessandria e Acqui Terme che è l’altra città chiamata al rinnovo del Consiglio comunale. Sul fronte rifiuti, sarà Palazzo Rosso a decidere come e quando conferire ad Amag la quota di controllo oggi in Aral, società di smaltimento rifiuti cui fanno capo circa trenta Comuni che ha chiuso il Bilancio con un attivo di gestione di 2,5 milioni, un fatturato di 27, ma che continua a fare i conti con un debito di 12 milioni che impedisce di ricorrere al credito bancario e rende i conti sempre precari. Aral poi deve mettere a gara il servizio smaltimento, trovare nuove fondi di finanziamento e un sito per la futura discarica dato che l’impianto di Solero – Quargnento sembra saturarsi prima del previsto a causa dei maggiori conferimento che consentono di fare più cassa.

I numeri più rilevanti del Bilancio sono tutti all’insegna del segno ‘più’: 2,5 milioni di utile netto (tutto accantonato e non distribuito ai soci), margine operativo lordo di 13,2 milioni, debiti verso fornitori per 6,6 milioni (erano 11,1 milioni nel 2012), crediti scaduti per 18,8 milioni (erano 26,2 milioni nel 2012). Per De Capitani e Bressan il risanamento dei conti e la capacità di nuovo investimenti è il risultato di alcuni interventi portati a termine fra il 2014 e il 2016: “Riorganizzazione del servizio acquisti; organizzazione di una struttura interna per il recupero crediti per fare pagare chi non pagava; ripresa dei rapporti con le associazioni sindacali e condivisione del percorso di rilancio aziendale e dei relativi premi di produttività; reintroduzione del controllo di gestione per centri di responsabilità e di costo; deleghe di spesa; nomina della responsabile risorse umane; Risk assessment aziendale e insurance strategic review; attivazione dei principali appalti cofinanziati dal Ministero e dalla Regione; creazione di una struttura commerciale in Alegas e apertura uffici periferici”.

Per il gruppo che conta oltre 350 dipendenti (i circa 180 di Amag Mobilità appartengono a una società a maggioranza privata, la Line, che gestisce il trasporto pubblico locale con criteri differenti rispetto al passato) oggi le sfide aperte sono riassunte così: “Avvio dell’impianto di teleriscaldamento con partecipazione di minoranza alla società di progetto Telenergia Srl; selezione partner industriale per gara distribuzione gas nell’Atem di Alessandria; avvio attività di Ream Spa nel settore dell’efficienza energetica; selezione partner finanziario per aumento di capitale della capogruppo e conferimento della quota di maggioranza della società di trattamento e smaltimento rifiuti Arfal Spa”. Questi ultimi due punti in realtà sono sospesi, e rinviati a data da destinarsi, a causa delle elezioni. Dal 2017 al 2020, infine il gruppo Amag punta a “investimenti per 47 milioni di cui 24 quest’anno e che vedono la maggioranza delle risorse impegnate nella rete idrica (21) e nella rete gas (17), mentre per raccolta rifiuti e teleriscaldamento andranno tre milioni di euro a testa.

Bressan ha voluto parlare di “gestione normale” e di “buone pratiche aziendali” grazie alle quali la multiutility è arrivata a questi risultati. E ha detto orgogliosamente che anche i Noe (Carabinieri per la tutela dell’ambiente) hanno fatto “i complimenti all’azienda per la gestione dei depuratori di Alessandria e Acqui”, salvo fare comunque una multa da mille euro per la mancata sostituzione di una apparecchiatura. 

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