L’ex Zerbino abitato abusivamente: “c’è chi ci accende perfino il fuoco dentro”
Il fenomeno delle occupazioni continue delle struttura è conosciuto da tempo, ma un video ritrae addirittura la pratica di accendervi un fuoco all'interno, simbolo di un degrado senza fine e anche oggetto di preoccupazione per la sicurezza della zona. Entro poche settimane sarà abbattuto e sostituito. In futuro servizi per le bici
Il fenomeno delle occupazioni continue delle struttura è conosciuto da tempo, ma un video ritrae addirittura la pratica di accendervi un fuoco all'interno, simbolo di un degrado senza fine e anche oggetto di preoccupazione per la sicurezza della zona. Entro poche settimane sarà abbattuto e sostituito. In futuro servizi per le bici
ALESSANDRIA – “E’ questo che si intende quando si parla di sicurezza?” Il video shock è stato pubblicato con questo titolo alcuni giorni fa dal consigliere comunale Maurizio Sciaudone e condiviso da più persone su facebook, suscitando sdegno e polemiche. La zona è quella ben nota antistante alla stazione e il locale coinvolto è l’ex bar Zerbino, che entro qualche settimana sarà abbattuto (sono due le ditte che hanno presentato offerte alla gara d’appalto per occuparsi della demolizione).
Intanto però a quanto pare si ripete un fenomeno conosciuto da tempo, quello delle occupazioni abusive della struttura, diventata ricovero di senza tetto e persone che lì decidono di passare la notte. L’ultima segnalazione relativa a queste occupazioni risale al 10 aprile, quando un rapporto della Polizia Municipale, che si occupa del controllo della zona, segnalava come: “il fabbricato viene continuamente occupato abusivamente da persone non autorizzate, con il pericolo di aggravamento delle condizioni di sicurezza per la cittadinanza che lavora, transita o trova momenti di svago nei giardini pubblici”.
Nel video pubblicato da Sciaudone si vede chiaramente una di queste occupazioni, con l’aggravente che chi vi è all’interno decide indisturbato di accendere un fuoco, con tutti i rischi che un’operazione di quel tipo può comportare. L’abbattimento della struttura è comunque ormai certo – come già avvenuto per l’ex Piccadilly – e l’amministrazione ha posto alcuni paletti relativi a ciò che in futuro potrebbe nascere sulla medesima area, come precisa il vicesindaco, con delega ai lavori pubblici: “ci sarà un vincolo di destinazione d’uso, ovvero si dovrà mantenere la destinazione a parcheggio/deposito di biciclette ed ad attività ad esse collegate, come vendita, riparazione, noleggio, scambio, etc. Insomma non si dovrà così perdere l’idea iniziale da cui si era partiti, cioè di trasformare quello spazio in una velo-stazione per le due ruote”.