Il binario dei sogni?
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Mercitalia Logistics ha pubblicato l’avviso “per la manifestazione di interesse alla cessione dello Scalo ferroviario di smistamento merci di Alessandria e di Novi San Bovo”. Ma la storia recente è tutta all'insegna delle occasioni perdute

Mercitalia Logistics ha pubblicato l?avviso ?per la manifestazione di interesse alla cessione dello Scalo ferroviario di smistamento merci di Alessandria e di Novi San Bovo?. Ma la storia recente è tutta all'insegna delle occasioni perdute

ECONOMIA – Occasione concreta oppure solo un passo formale per rispettare impegni presi sulla carta in rapporto ai lavori del terzo valico ferroviario? In un Paese che ha impiegato decenni per avviare un’opera come quella per la nuova linea fra Genova e Novi Ligure, appare quasi strana la tempistica dell’operazione messa in campo da Mercitalia Logistics (Gruppo Ferrovie dello Stato) che l’altro giorno ha pubblicato sul sito internet l’avviso “con le modalità per la manifestazione di interesse alla cessione (vendita o locazione) dello Scalo ferroviario di smistamento merci di Alessandria (200.000 metri quadrati) e di Novi San Bovo (100.000 metri quadrati)”. La società del gruppo Fs “intende individuare operatori economici interessati alla partecipazione a una eventuale procedura negoziata finalizzata alla conclusione di contratti di vendita o locazione” e l’interesse “è che le aree o porzioni di aree vengano destinate ad attività di tipo logistico/distributivo, ovvero produttivo, ovvero del terziario, purché generatore di occupazione. Saranno favoriti i progetti di ‘Business Incubator’ promossi dalle Università e dalle istituzioni locali, start up innovative costituite nel rispetto delle normative europee e italiane, progetti legati ad attività logistico/distributive, nonché progetti di ‘multifactory’ promossi dall’imprenditoria locale e/o dagli ordini professionali finalizzati a qualificare l’occupazione e la capacità di competere sui mercati internazionali”. Gli operatori economici interessati “devono fare pervenire la manifestazione di interesse entro e non oltre le 12 del 26 giugno 2017” la domanda di partecipazione all’indirizzo di posta elettronica certifificata mercitalialogistics@pec.mercitalialogistics.it. Tutti le informazioni sono pubblicate sul sito www.fsitaliane.it/fsi/Il-Gruppo/Società-del-Gruppo/Mercitalia-Logistics.

Una nota diffusa ieri da Trenitalia precisa: “L’insediamento di attività negli scali ferroviari è uno dei temi compresi nel Protocollo d’intesa, sottoscritto nel settembre 2016, per la realizzazione di un progetto condiviso di sviluppo del territorio piemontese attraversato dal Terzo Valico. Un progetto, in particolare, teso a sfruttare le opportunità generate dalla nuova linea ferroviaria per promuovere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e turistico dei Comuni coinvolti”. A parte la coincidenza della pubblicazione di una manifestazione di interesse di questa portata a pochi giorni dal voto amministrativo, ma sarà sicuramente un caso, la stessa Mercitalia Logistics precisa che l’avviso “non costituisce avvio di una procedura di gara”. La società intende “conoscere la disponibilità degli operatori economici del settore di riferimento alla partecipazione a una procedura negoziata, eventualmente da indire per la conclusione di contratti di cessione (vendita o locazione) di aree site negli scali ferroviari merci di Alessandria smistamento e Novi San Bovo”. Che in una manciata di giorni sia possibile raccogliere tutto ciò lo si scoprirà solo dal 27 giugno in avanti, mentre quello che è certo è che il gruppo Fs appare deciso a cedere parti di proprietà che evidentemente oggi rappresentano tutto tranne che una occasione di investimento e rilancio. Non che nel passato sia accaduto qualcosa di diverso. Il milione di metri quadrati complessivi dello smistamento ferroviario di Alessandria, oppure o quattrocentomila di San Bovo, sono stati progressivamente dimenticati e abbandonati per scelte aziendali e di mercato. Ma c’è stata anche una precisa volontà perché ad Alessandria c’è stato un operatore privato, italiano prima e tedesco poi, che ha provato a insediarsi, ma alla fine sono stati più i bastoni fra le ruote che altro a spingerlo ad abbandonare la piazza alessandrina. Una piazza che resta in attesa di infrastrutture, come il collegamento con la tangenziale di Alessandria. Un progetto previsto alla fine del mandato della giunta regionale guidata da Mercedes Bresso, poi volatilizzato, quindi ritirato fuori a parole dalla politica quando a Torino si è insediato Sergio Chiamparino, ma finora gli unici impegni concreti della Regione sono orientati, oltre che sul capoluogo regionale, sul Cuneese e soprattutto su Novara. Senza concrete, e ravvicinate nel tempo, garanzie di interventi da parte delle pubbliche amministrazioni appare difficile un reale interessamento di operatori privati, visto poi cosa sta accadendo prima a Novara e poi nella vicina Mortara (La lontana via della seta).

Se poi si riprendono in mano documenti del passato si scopre che Alessandria avrebbe dovuto ospitare il retroporto di Genova, uno smistamento intermodale, una piattaforma logistica retroportuale all’interno dello smistamento ferroviari oltre all’area D8 e Logistic City a San Michele, la Pla (piattaforma logistica integrata) tra Cantalupo e Casalbagliano e la ‘Città della tecnologia e della scienza’. Oggi invece c’è una enorme area lasciata al suo destino e da bonificare, prima di ogni futuribile intervento.
 

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