Fratelli ventenni massacrano di botte un coetaneo al parco Carrà
Hanno 19 e 20 anni i due fratelli arrestati per la droga trovata in casa e denunciati per il pestaggio al parco Carrà e per le banconote 'fotocopia'. La vittima li ha riconosciuti. Ufficialmente l'aggressione è avvenuta per 'futili motivi'.
Hanno 19 e 20 anni i due fratelli arrestati per la droga trovata in casa e denunciati per il pestaggio al parco Carrà e per le banconote 'fotocopia'. La vittima li ha riconosciuti. Ufficialmente l'aggressione è avvenuta per 'futili motivi'.
ALESSANDRIA – Gli ultimi due arresti per detenzione ai fini di spaccio di sostenze stupefacenti la dicono lunga su quanto sia fiorente il mercato ad Alessandria. Gli ultimi presi in ordine di temo sono due giovanissimi fratelli, Giuseppe e Francesco Arcidiacono, 19 e 20 anni, già noti alle forze dell’ordine. I carabinieri gli stavano dietro per un brutale pestaggio avvenuto nel parco Carrà il 1 giugno.
A farne le spese è stato un dominicano 24enne, anche lui noto per il suo passato non limpido, riempito letteralmente di botte, anche con l’utilizzo di una catena: testa rotta, labbro spaccato, un dente saltato è stato il primo referto medico di chi lo ha soccorso. Futili motivi, sarà scritto, anche se dietro a questi raptus potrebbe nascondersi ben altra motivazione.
Sfogliando in caserma l’album dei ‘bravi ragazzi’ l’aggredito ha subito riconosciuto Giuseppe e Francesco. Due gazzelle dei carabinieri li hanno quindi bloccati mentre tornavano a casa: giravano con catene e tirapugni. La perquisizione domciliare ha dato i suoi risutati: sotto il frigo c’era 92 grammi di hashish e un coltello con tracce di hashish, utilizzato per tagliare la droga.
Nel soggiorno venivano rinvenuti del materiale per confezionamento dello stupefacente e un bilancino elettronico digitale, mentre nella camera da letto sono state trovate tre banconote da 50 euro palesemente false, due delle quali avevano pure lo stesso numero seriale. Arresti domiciliari per i due, e immediata scarcerazione dopo la convalida, in attesa di processo.