I ‘privati’ di Amos in ospedale
Rinnovato l'incarico per i servizi di front office al Poliambulatorio Gardella e affidato quello per la gestione della camera mortuaria. La decisione della direzione generale si basa sui costi inferiori della società consortile, che però è contestata da ambienti sindacali
Rinnovato l'incarico per i servizi di front office al Poliambulatorio Gardella e affidato quello per la gestione della camera mortuaria. La decisione della direzione generale si basa sui costi inferiori della società consortile, che però è contestata da ambienti sindacali
ALESSANDRIA – Un rinnovo e un affidamento completo per la Amos di Cuneo, che così consolida la presenza all’interno dell’ospedale di Alessandria. Il tutto vale 320.000 euro, “Iva esente”, per la società consortile che consolida la presenza all’interno della sanità alessandrina. La decisione è stata presa dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria, guidata da Giovanna Baraldi, con due distinte delibere.
Il rinnovo, di un anno, è quello relativo ai servizi di front office al Poliambulatorio Gardella e alla segreteria e accettazione amministrativa degli ambulatori dedicati all’attività di libera professione intra-moenia all’ospedale infantile ‘Cesare Arrigo’. Come per altre attività affidate alla società consortile, la motivazione forte è quella economica. L’offerta di Amos è inferiore ai prezzi di mercato per servizi analoghi, come si evince dall’analisi “dei fattori di costo, derivanti principalmente dall’incidenza della manodopera, ulteriormente rafforzata dalla circostanza che i corrispettivi richiesti da Amos sono Iva esenti, mentre i prezzi di mercato devono essere ulteriormente addizionati da una percentuale Iva pari al 22 per cento” recita la delibera aziendale.
Invece l’affidamento, sempre per un anno e con modalità ‘in house’, è quello relativo al servizio di gestione della camera mortuaria all’ospedale civile. Il tutto a partire da domani, primo giugno, e “rinnovabile, di anno in anno, per altri due” come si legge sulla delibera della direzione generale. Perché assegnare all’esterno un servizio come quello della camera mortuaria? La Direzione delle Professioni Sanitarie ha richiesto di esternalizzare il servizio “a seguito della impossibilità di garantire la continuità operativa, sette giorni su sette, dello stesso dovuta al pensionamento di un operatore e all’assenza all’interno dell’azienda ospedaliera di operatori con profilo adatto alla camera mortuaria”. Inoltre la direzione Gestione e sviluppo del personale precisa che “il profilo dell’operatore tecnico-necroforo addetto alla camera mortuaria è inserito nel ruolo tecnico, ambito nel quale dal 2011 non è possibile, per disposizione regionale, procedere ad assunzioni”. E così, visto anche il costo inferiore praticato da Amos rispetto ad altre soluzioni, da giugno vi saranno tre dipendenti di Amos con la qualifica di operaio cui è applicato il contratto ‘multiservizi’ che garantiranno l’apertura della Camera mortuaria dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 16 (con trenta minuti di pausa, come si legge sulla delibera) con la garanzia della reperibilità di un operatore dalle 16 alle 20, “esclusivamente per il trasporto dal reparto alla camera”, mentre la domenica sarà aperta dalle 7.30 alle 12.30 e la reperibilità dalle 12.30 alle 20.
