Una sola Camera di Commercio ‘monferrina’?
Nei prossimi giorni dovrebbe essere emanato l'ennesimo provvedimento per il riordino e l'accorpamento degli enti economici e riprende corpo l'ipotesi di Alessandria che si fonde con Asti, però a Novara cosa potrebbe accadere?
Nei prossimi giorni dovrebbe essere emanato l'ennesimo provvedimento per il riordino e l'accorpamento degli enti economici e riprende corpo l'ipotesi di Alessandria che si fonde con Asti, però a Novara cosa potrebbe accadere?
ECONOMIA – Da un ente camerale del Piemonte Orientale (come l’Università e Confindustria) a un più piccolo ente del Monferrato? Forse la discussione sull’accorpamento delle Camere di Commercio può non appassionare il grande pubblico, però quello che sta per accadere determinerà delle ricadute sull’intero sistema imprenditoriale dato che tutte le aziende sono iscritte nel Registro imprese e l’ente economico è l’unico legittimato a gestire pratiche e servizi, oltre a erogare le (poche) risorse per iniziative di sviluppo. La Camera di Commercio di Alessandria guidata da Gian Paolo Coscia ha previsto, per esempio, nel Bilancio previsionale 2017 circa un milione e 350.000 euro per l’economia alessandrina. Ma cosa accadrà dal prossimo anno, quando la riorganizzazione dovrà essere definitivamente avviata?
La riforma prevede infatti accorpamenti delle Camere, riassetto degli uffici e del personale, razionalizzazione delle aziende speciali (come Asperia nel caso di Alessandria). A livello nazionale devono passare da 105 a 60. E in Piemonte cosa accadrà? I conti sono facili da fare: Torino e Cuneo rimangono così come sono per le dimensioni che hanno, mentre il nord con il Verbano in base alla posizione di confine non verrà modificato, mentre Vercelli e Biella hanno completato già il processo. Restano gli altri territori dove adesso sembra riprendere corpo l’ipotesi originaria di una aggregazione fra Alessandria e Asti, magari nel nome di quel Monferrato che si sviluppa su entrambi i territori. All’inizio di giugno potrebbe essere finalmente emanato uno dei provvedimenti attesi nell’ambito della legge delega che dovrebbe avere recepito alcune proposte di UnionCamere rispetti ai criteri di accorpamenti su base geografica.
E allora Alessandria andrà verso Asti? Nella sede di via Vochieri 58 le bocche sono cucite, se le trattative sono in corso nessuno è però pronto a dirlo ufficialmente, ma alcune fonti interne dicono che qualche passo avanti si sta facendo. Con la prossima settimana potrebbe essere tutto più chiaro, cominciando dai Bilanci (quello di Alessandria è positivo, mentre Asti è in sofferenza), ma senza dimenticare i limiti minimi fissati dalla riforma e il fatto che se nascesse l’ente economico ‘del Monferrato’, Novara resterebbe da sola. E questo la legge non lo consentirebbe. Infatti la soglia minima è fissata in 75.000 imprese iscritte. Ecco come stanno Alessandria, Asti e Novara: la prima ha 55.000 imprese iscritte, la seconda supera le 24.000 e la terza si attesta su 30.000.