Pubblicità elettorale: “c’è chi la sta facendo fuori dagli spazi consentiti”
Il caso era già stato segnalato durante l'ultimo consiglio comunale, ma diversi schieramenti non si sono ancora adeguati a continuano a violare una legge: esposti immagini dei candidati e cartelloni elettori nelle vetrine delle sedi, in pubbliche bacheche, in spazi diversi rispetto a quelli previsti dalla normativa
Il caso era già stato segnalato durante l'ultimo consiglio comunale, ma diversi schieramenti non si sono ancora adeguati a continuano a violare una legge: esposti immagini dei candidati e cartelloni elettori nelle vetrine delle sedi, in pubbliche bacheche, in spazi diversi rispetto a quelli previsti dalla normativa
ALESSANDRIA – La denuncia è partita negli ultimi giorni dagli esponenti del Movimento 5 Stelle e potrebbe essere ancora destinata a proseguire poiché non tutti i candidati pare si siano adeguati a quanto prevede la normativa.Stiamo parlando della collocazione dei manifesti elettorali in città: molte affissioni infatti sono infatti da ritenersi illegali e nonostante questo non sono ancora state rimosse.
Una ‘mossa sleale’ secondo i 5 Stelle che invece rivendicano di essere fra i pochi che stanno rispettando la normativa.
La polemica, nata già durante l’ultimo consiglio comunale, è proseguita in questi giorni poiché nonostante la segnalazione letta dal presidente del Consiglio, Enrico Mazzoni, diverse compagini non si sarebbero ancora adeguate e da oggi la polizia municipale potrebbe partire con controlli e sanzioni. 
Per segnalare che il locale in oggetto è in effetti la sede elettorale di un candidato servirebbe infatti una vera e propria insegna. Ma il problema si è presentato anche per l’utilizzo ‘improprio’ di alcune bacheche presenti in città.
“Invitiamo nuovamente la Polizia Municipale a vigilare e ad elevare sanzioni, il Comune a revocare l’assegnazione delle bacheche, e tutti a rispettale la legge 212/1956, per la quale non serve alcuna “interpretazione autentica” (come sostenuto da qualche candidato ndr) considerate le numerose sentenze della Cassazione, la più recente 7680 del 2017″ – protestano i 5 Stelle, fra i pochi, per ora, ad essere in regola.