Rossa: la “maglia nera” (vera) arriva all’ultimo Consiglio comunale
In occasione dell'ultimo consiglio comunale per la votazione del rendiconto 2016, una parte della minoranza consegna al sindaco Rossa la "maglia nera" come "ultimo sindaco d'Italia". Dai banchi dell'opposizione una fotografia della città e di come è stata amministrata in questi 5 anni "eccessiva e che non fa bene alla città" secondo l'assessore al bilancio Abonante
In occasione dell'ultimo consiglio comunale per la votazione del rendiconto 2016, una parte della minoranza consegna al sindaco Rossa la "maglia nera" come "ultimo sindaco d'Italia". Dai banchi dell'opposizione una fotografia della città e di come è stata amministrata in questi 5 anni "eccessiva e che non fa bene alla città" secondo l'assessore al bilancio Abonante
ALESSANDRIA – La “maglia nera” al sindaco di Alessandria Rita Rossa, “ultimo sindaco d’Italia” , è arrivata per davvero nell’ultima seduta del Consiglio comunale di giovedì 18 maggio in occasione della votazione del bilancio consuntivo 2016. Una t-shirt che una parte della minoranza (Buzzi Langhi per Forza Italia e Barosini per l’Udc) ha consegnato al primo cittadino e che ironicamente sintetizza la “bocciatura” della sua amministrazione della città in questi ultimi 5 anni. Al quale la Rossa ha risposto con un profetico, “gli ultimi saranno i primi” (in vista della nuova tornata elettorale).
Una “goliardata” (e non è stata l’unica perché il sindaco ha ricevuto anche il premio “Attila” per essersi distinta a danno dell’ambiente e della salute da parte di Rete Ambientalista Movimento di Lotta per la Salute, per l’Ambiente e per la Pace) – come si fa l’ultimo giorno di scuola – che è stata preceduta però da un dibattito sui “numeri” e sullo stato delle cose, quelle fatte e quelle non, che chiudono questa consigliatura e il governo della città della giunta Rossa. “1 milione di avanzo da destinare ad investimenti, sui 35 totali di avanzo di bilancio – spiega l’assessore Giorgio Abonante – Con un risparmio netto sulla parte corrente molto consistente, passando da oltre 100 milioni a 85”. E poi ancora c’è il valore in crescita dell’ente nelle partecipazioni, cioè nelle aziende con un sistema di “rinascita” come per il settore del trasporto pubblico, che è di nuovo positivo. “Il patrimonio si attesta sui 138 milioni con un +71% – sintetizza Abonante – e anche la spesa è scesa con riduzioni e tagli ai trasferimenti alle partecipate oltre che economie nell’ente”. Ma non è tutto rose e fiori. E lo si sa. “Restano settori in cui si è ancora carenti, come le entrate sia per riscossioni che per accertamenti e da un punto di vista strutturale si fatica ancora ad eliminare i residui attivi”. Comunque ci sono elementi di certezza per l’assessore al bilancio, “che sono quelli da cui ripartire”: una holding comune e sana, la Grande Amag, Aral (quindi il settore smaltimento rifiuti) che è tornata ad essere in positivo e nessuna perdita occupazionale, specie nelle aziende partecipate (quelle più in crisi).
Una fotografia quasi opposta è quella che emerge dai banchi della minoranza: “non si può dire di avere risanato se ci sono ancora 276 milioni di debiti” sono le parole di Davide Buzzi Langhi. Che sottolinea come la città sia “sporca, nel degrado, con le tasse al massimo”. Conti che “non sembrano descrivere la situazione sostanziale e reale della città” per il Movimento 5 Stelle dalle parole del consigliere Domenico Di Filippo, Ancora troppe criticità, come sono state evidenziate anche dai Revisori dei conti, “specie mettendo in dubbio la reale concretezza delle entrare, di recupero crediti e di eliminazione di debiti alcuni dei quali risalgono a molto lontano”. Insomma per i grillini i conti in ordine della giunta Rossa sono come quelli che sostengono “che l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”.

Un finale di amministrazione, un bilancio di fine mandato che fa i conti con il prossimo impegno alle porte: la campagna elettorale.