Dal bianco e nero all’app, quasi 30 anni di Bernie
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Dal bianco e nero all’app, quasi 30 anni di Bernie

Il giornalino del Liceo Scientifico Galilei è uno dei più longevi di Alessandria. Generazioni di studenti lo hanno letto sottobanco, contribuendo ai "più e meno", e al blog dei professori. Ora c'è anche l'app per smartphone e il sito.

Il giornalino del Liceo Scientifico Galilei è uno dei più longevi di Alessandria. Generazioni di studenti lo hanno letto sottobanco, contribuendo ai "più e meno", e al blog dei professori. Ora c'è anche l'app per smartphone e il sito.

ALESSANDRIA – Ventisette anni e non sentirli. Il Bernardo, storico giornalino scolastico del Liceo Galilei è passato di banco in banco, di classe in classe attraversando generazioni di studenti dello Scientifico di Alessandria che ridevano ai “più e meno” e agli strafalcioni dei professori, in una sorta di blob delle gaffes. Oggi come allora, le rubriche più sfogliate sottobanco sono quelle. L’origine del nome si perde nella leggenda: c’è chi parla di un bidello e chi del soprannome che un prof. affibbiava agli studenti più zucconi. O semplicemente si voleva dare il nome femminile che venne censurato per ovvi motivi.

Nonostante il tempo e i tempi che cambiano Il Bernie esce ancora, quattro-cinque volte all’anno, affiancando anche la versione online, come per ogni rivista che si rispetti. Copertina a colori disegnata da loro, nel 2013 venne realizzato anche uno speciale annuario con le foto di classe. A dirigere le operazioni e organizzare i contenuti, due studenti di quinta: Riccardo Antonuccio (5° B) e Paolo Mercogliano (5° A), lo ‘smanettone’ informatico che cura la versione web e che ha realizzato anche la app per iOS e Android (ilBernie). L’editore, si fa per dire, è sempre la scuola, che si incarica di pagare la stampa con i proventi delle vendite delle quattrocento copie – costa un euro – ed ha una supervisione generale della pubblicazione, giusto per evitare guai: “La prof. Referente Anna Rossella Isgrò ci ha sempre lasciato mano libera nei contenuti, anche quando i temi trattati riguardavano le opinioni o argomenti inerenti la scuola”, racconta Antonuccio, “Abbiamo rubriche su libri e videogiochi, ma anche articoli scherzosi, sul calcio o l’attualità”.

Riforma scolastica, libertà di voto compreso. Il duumvirato è a fine mandato (“Farò agraria all’università ma l’esperienza al Bernie mi è servita per ad organizzare e gestire il lavoro”, dice Antonuccio) e pertanto si cercano nuove leve per la redazione. Compito non facile, fanno capire, visto che non sono molti i ragazzi che vogliano prendersi un simile impegno. “Le copie vanno a ruba, è lettissimo, ma i contributi non sempre sono sufficienti”.

Social e messaggi istantanei stanno mettendo in crisi anche lo storico giornalino? “Speriamo di poter festeggiare il suo trentesimo anno…”.

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