‘L’epilessia non deve fare paura’
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‘L’epilessia non deve fare paura’

Medici e mondo della scuola domani a Cultura e Sviluppo per una giornata dedicata alla patologia per informare e preparare insegnanti e genitori a trattare con i bambini colpiti dalla malattia, molto spesso di origine genetica

Medici e mondo della scuola domani a Cultura e Sviluppo per una giornata dedicata alla patologia per informare e preparare insegnanti e genitori a trattare con i bambini colpiti dalla malattia, molto spesso di origine genetica

ALESSANDRIA – La parola epilessia continua a fare paura, tra falsi miti e retaggi culturali che ancora oggi condizionano i genitori come gli insegnanti. Eppure da questa patologia si guarisce totalmente nell’ottanta per cento dei casi e non è né invalidante, né condiziona la vita adulta. In fondo, da Giulio Cesare a Leonardo Da Vinci, da Lev Tolstoy a Giacomo Leopardi, da Antonio Luigabue a Franklyn Delano Roosevelt, soffrivano di epilessia, però la storia l’hanno fatta. Di epilessia si parlerà ad Alessandria domani, venerdì, dalle 9 alle 17, nel salone di Cultura e Sviluppo in piazza De Andrè 76, durante un convegno in cui il mondo scientifico e quello della scuola, con l’Ufficio scolastico territoriale, si confronteranno tenendo sempre al centro il bambino e non la malattia. Prima gli aspetti medici con gli interventi dei medici e poi quelli legati alle ricadute sociali, a cominciare dalla scuola, nel pomeriggio. Due fasi di un evento che avrà al centro il tema ‘Epilessie idiopatiche e disturbi neuropsicologici in età evolutiva’ e gli interventi dei professionisti alessandrini guidati da Maurizio Cremonte, responsabile della Neuropsichiatria infantile e direttore del corso, insieme a un gruppo di esperti di Torino, Genova, Vercelli e Novara. L’esperienza multidisciplinare dell’incontro è il frutto di quella maturata all’interno del ‘Centro regionale per la cura dell’epilessia in età evolutiva’ di Alessandria che raccoglie mediamente cinquecento casi di minori ogni anno (arrivano al Centro sia quelli inviati all’Infantile perché particolarmente complessi, oppure in prima diagnosi).

L’epilessia è diffusa più di quanto si possa pensare. Nel mondo la stima è di cinquanta milioni di persone colpite dalla patologia e in Italia sono circa mezzo milione pari a un incidenza che oscilla fra lo 0,5 e 1 per cento con prevalenza in età pediatrica, che significa che sono mediamente cinquantamila i bambini con l’epilessia. “È una patologia che determina un riscontro sociale perché – spiega Cremonte – sia i genitori, per un motivo, sia il mondo della scuola tendono a non gestire correttamente i bambini. In realtà la malattia, che in larga misura ha cause genetiche e solo per una certa parte è determinata da lesioni cerebrali, tende a scomparire con l’età e nell’ottanta per cento dei casi la vita è normale”. La diagnosi è difficile? “Non particolarmente, una anamnesi è sufficiente per capire se ci si trova di fronte a un caso di epilessia o altro, mentre i testi genetici stanno aumentando perché è accertata la predisposizione, però la ricerca è ancora agli albori”. Le crisi sono causate “dalla ‘scarica’ improvvisa e sincrona dei neuroni di alcune aree (sono le crisi parziali) o di tutto il cervello (sono quelle generalizzate), generalmente sono di breve durata (da qualche secondo a qualche minuto) e si manifestano con sintomi molto diversi, si va da stati di assenza a crisi convulsive”. L’incontro di domani con il mondo della scuola serve anche per informare gli insegnanti sul come affrontare e gestire una crisi epilettica, quali farmaci somministrare, quali atteggiamenti tenere per evitare che il bambino si faccia male. “Affronteremo anche il tema dell’inserimento del malato epilettico nelle attività sportive” aggiunge Cremonte. Perché se è vero che in alcuni casi in alcuni malati si possono associare disturbi neuropsicologici che interessano sia le aree cognitive che affettive/comportamentali, è anche vero che una vita normale, come una attività sportiva, sono assolutamente possibili.

I lavori del mattino saranno aperti da una lectio magistralis di Giorgio Capizzi, già direttore della Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita di Torino, sulle epilessie generalizzate idiopatiche e le epilessie focali self-limited, quindi verranno toccati diversi aspetti della patologia come il carattere genetico e il disturbo neuropsicologico fino ad arrivare al trattamento farmacologico. “Il convegno – aggiunge Maurizio Cremonte – sarà anche l’occasione per ricordare uno dei padri fondatori della neuropsichiatria infantile italiana Maurizio De Negri, recentemente scomparso”. 

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