Borsalino, museo virtuale e azienda in attesa del concordato
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Borsalino, museo virtuale e azienda in attesa del concordato

Presentato il progetto del nuovo spazio espositivo, mentre il cantiere è ancora al lavoro e si avvicina la fine del mese quando scade l'affitto del ramo di azienda da parte della Haeres Equita di Philippe Camperio

Presentato il progetto del nuovo spazio espositivo, mentre il cantiere è ancora al lavoro e si avvicina la fine del mese quando scade l'affitto del ramo di azienda da parte della Haeres Equita di Philippe Camperio

ALESSANDRIA – Borsalino di ieri, di oggi e domani tutta in un giorno. Quello che ieri ha visto, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la presentazione del futuro museo, la visita allo stabilimento nella zona industriale nella zona D5 di Spinetta Marengo e l’aggiornamento sui lavori del cantiere all’interno di Palazzo Borsalino. Il salone della Fondazione Cra ha ospitato l’illustrazione virtuale della futura area espositiva che “verrà inaugurata a fine 2017”, con tempi molto più lunghi rispetto ai ripetuti annunci. Oggi lo spazio all’ingresso del passo carraio di Palazzo Borsalino è un cantiere aperto (l’impresa è il Consorzio edili affini monferrino e l’investimento di 323.000 euro) che contraddice l’affermazione “fra poco verranno trasferiti i mobili della Sala Campioni” pronunciata da Vittoria Oneto, assessore comunale alla Cultura. Molto più realisticamente, è l’analisi che arriva dall’interno del mondo accademico, i locali verranno liberati in estate e solo allora l’Università del Piemonte Orientale potrà cominciare a prendere le misure per realizzare le aule che mancano potendo finalmente sfruttare un’area che doveva essere liberata ormai mesi fa.

L’esigenza di aumentare gli spazi per la didattica e quella di trasformare la sala campioni in un museo del cappello Borsalino ha fatto fatica a trovare una sintesi che solo ora sta prendendo corpo. Tutto l’allestimento museale “sarà caratterizzato da nuovissimi sistemi tecnologici virtuali e interattivi” come ha spiegato Antonio Testa di AT Media Srl, la società alessandrina cui il Comune ha affidato l’allestimento. Non mancherà ‘Coperniko’, algoritmo che consente al visitatore “di immergersi e di muovere un video o delle immagini a 360 gradi sul web con il solo movimento della testa, o provare virtualmente i diversi cappelli d’epoca”. Tutte le soluzioni multimediali presentate appartengono peraltro a uno standard diffuso in molti musei italiani e stranieri, dove la tecnologia è entrare da anni per migliorare la fruibilità e integrare le informazioni relative alle esposizioni. In questo caso, quando il museo sarà pronto, sarà possibile ottenere un consistente flusso di informazioni relative alla storia dell’azienda, della produzione e della comunicazione del brand Borsalino.

Il museo promosso dall’amministrazione comunale con il sostegno della Regione Piemonte e delle Fondazioni Crt e Cra verrà gestito dall’azienda Borsalino. Ma il nodo, a oggi, è quale società? Infatti il futuro dello storico marchio alessandrino è ancora tutto da scrivere. La prima deadline è il 31 maggio, quando scade l’affitto del ramo di azienda da parte della Haeres Equita di Philippe Camperio, l’imprenditore italo-svizzero che è sceso in campo per salvare e rilanciare la Borsalino investendo fior di quattrini. Ha saldato conti con l’Agenzia delle Entrate per debiti non suoi, ha pagato stipendi e rispettato le scadenze contrattuali oltre a quelle pregresse, ha investito in un nuovo macchinario. 

Il fatto che possa essere probabile una proroga di sei mesi, visto che la produzione c’è e i conti sono in ordine (nel periodo di gestione di Camperio la Borsalino ha registrato un incremento del fatturato pari a più venti per cento rispetto ai quindici milioni di euro del 2015 e un consolidamento sui mercati internazionali) non aiuta perché la spada di Damocle attuale è rappresentata dal nuovo concordato. La revoca della prima procedura ha rimescolato del tutto le carte, mentre l’obiettivo cui stanno lavorando la proprietà che fa capo al consiglio di amministrazione composto da Saverio Canepa, Raffaele Grimaldi e Marco Moccia, e la Haeres Equita di Philippe Camperio è ben preciso: definire in modo rigoroso il percorso del nuovo concordato preventivo. “Le verifiche sono particolarmente complesse e delicate – commenta Elio Bricola della Uiltec Uil – perché il nuovo rito procedurale prevede anche l’eventualità di un gara a competizione fra più soggetti. Tutti hanno interesse a evitare errori di qualunque genere, dopo la prima bocciatura”. Se l’azienda finisse nelle mani di un altro proprietario (è circolata con insistenza l’ipotesi di un interessamento da parte di fondi finanziari internazionali) potrebbe forse essere messa in discussione anche la stessa gestione dello spazio museale. 

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