Cittadella come Venaria? Domande in cerca di risposta
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Cittadella come Venaria? Domande in cerca di risposta

Gli interrogativi dopo la conferenza stampa congiunta fra rappresentanti del Comune, della Regione e della Soprintendenza si sono moltiplicati a dismisura, e non sarà semplice riuscire a mettere ordine. Proviamoci insieme, partendo da 10 domande chiave per definire il futuro (e il presente) della nostra amata fortezza

Gli interrogativi dopo la conferenza stampa congiunta fra rappresentanti del Comune, della Regione e della Soprintendenza si sono moltiplicati a dismisura, e non sarà semplice riuscire a mettere ordine. Proviamoci insieme, partendo da 10 domande chiave per definire il futuro (e il presente) della nostra amata fortezza

ALESSANDRIA – Dopo l’accostamento suggerito dal governatore della Regione Sergio Chiamparino con la reggia Torinese e il suo importante iter di recupero, fra gli alessandrini sono cresciuti al contempo entusiasmo e inquietudine rispetto al futuro della nostra amata fortezza. Gli interrogati aperti restano molti e il timore maggiore è che passerà molto tempo prima di ricevere risposte. 

Proviamo, in maniera forse non esauriente ma almeno ordinata, a enunciarne almeno alcuni: 

1 – Come si fa a partire con un progetto così imponente a livello finanziario e di interventi proposti senza avere ancora le idee chiare su quale sia l’obiettivo finale? 

2 – La Cittadella, se per dimensione e prestigio può essere accostata senza troppi imbarazzi alle Reggia di Venaria, resta però una fortezza, luogo ben più spartano e costruito per ospitare soldati e spaventare i nemici. Sicuri che abbia senso accostare le due realtà? 

3 – L’obiettivo finale non può che essere quello di mirare a una soluzione che consenta alla Cittadella non solo di diventare un volano di sviluppo per la città ma anche di reggersi in maniera autonoma sulle proprie gambe, potendo contare su introiti sufficienti a sostenere una costante attività di manutenzione, che sarà tanto più importante quanto sarà grande il volume annuale di visitatori: sicuri che non diventi piuttosto un enorme “buco nero”? Il Polo di Marengo è stato finora un esempio di quanto sia pericoloso investire ingenti risorse senza un vero piano organico di sviluppo e integrazione con le attività della città. Quanto si è imparato dagli errori commessi in passato? Che tipo di attiività può consentire un ingente ritorno economico costante nel tempo? 

4 – Il risultato finale, per quanto molto allettante (almeno negli intenti espressi, suffragati dai primi ingenti finanziamenti) richiederà molti anni per essere definito con precisione prima e, auspicabilmente, raggiunto poi. Nel frattempo che ne sarà degli urgentissimi problemi di manutenzione?

5 – Non c’è il rischio che un soggetto a più teste (comune, regione, ministero), con la necessità di triangolare ogni decisione, si dimostri per sua stessa struttura inadatto a gestire le tante decisioni minute che un piano di recupero, fin da subito, richiede? Che ne sarà di eventuali accordi e obiettivi al cambiare (eventuale) del colore politico di chi amministra oggi? 

6 – Quando verranno adottati i primi provvedimenti di messi in sicurezza delle parti più pericolanti? Per la presentazione e la discussione del solo quadro complessivo con la ricognizione della situazione attuale serviranno svariati mesi. Chi si occuperà nel frattempo dell’incolumità dei visitatori, visto che neppure dopo il grave incidente occorso a un bambino di alcuni mesi fa sono stati presi provvedimenti davvero efficaci? 

7 – Quando verranno affrontate le tante incongruenze che finora hanno caratterizzato la gestione della fortezza? Il ponte d’ingresso è parzialmente pericolante, come sottolineato a più riprese e da più parti, ma ci si ostina a farci transitare sopra mezzi pesanti (anche militari). Ci sono persone con orti abusivi all’interno della Cittadella, c’è chi vi nasconde traffici illeciti, e chi perfino probabilmente ancora ci vive. Chi è titolato a prendere certi provvedimenti oggi? C’è l’intenzione, una volta per tutte, di prendere in mano la situazione? 

8 – Quanto tempo ci vorrà perché lì si trasferisca la sede della Soprintenza, passo forse fondamentale perché chi ha la titolarità di agire cominci a verificare quotidinamente i problemi che riguardano la fortezza? La risposta parrebbe legata alla riorganizzazione interna degli uffici delle Soprintendenze, con la conseguenza che, ad oggi, nessuno azzarda una tempistica al riguardo.

9 – Che ne sarà di tutte le realtà che a vario titolo oggi continuano ad avere un piede (qualcuno due) in Cittadella? Per anni sono state denunciate le presenze abusive di diversi soggetti, e c’è chi ne ha fatto un business. Oggi si parla di censirle, ma nessuno ha ancora spiegato se la situazione finirà con un semplice “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato” o si chiederà conto di queste presenze durate anni, nell’indiffirenza di chi avrebbe dovuto impedirle. In base a quali criteri si sceglierà chi potrà rimanere e chi no? E chi sarà a deciderlo? Quando? 

10 – La Cittadella è indiscutibilmente un insieme di tante anime e vocazioni, e forse continuerà ad asserlo anche in futuro. Si parla di fossati che dovranno diventare un parco pubblico, di opportunità di trasformare spazi per renderli un centro di eccellenza per l’interazione fra cultura e nuove tecnologie, si sottolinea la tradizione militare della fortezza e le opportunità che ad essa sono legate (pur volendone fare un simbolo di pace). Si pensa a un coinvolgimento importante dei privati per organizzazione di grandi eventi, ma al contempo si cerca di guardare alle esegenze di un’università locale che da sempre lamenta mancanza di spazi e dispersione sul territorio. Dove ci sono tante opportunità si cela maggiormente il rischio di fare confusione. Specialmente se si sottolinea come l’apporto dei cittadini avrà un peso nelle prossime decisioni e si rimanda a una consultazione con i portatori d’interesse del territorio. Se tanti saranno i soggetti a investire sulla fortezza, chi prenderà le decisioni strategiche in merito agli investimenti? E quando verranno davvero prese? 

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