Renato Kovacic si ritira, ‘niente falce e martello sulla scheda’
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Renato Kovacic si ritira, ‘niente falce e martello sulla scheda’

Candidato a sindaco per il Partito comunista, lascia la competizione per Palazzo Rosso a causa di problemi di salute. L'annuncio su Facebook e lunedì l'ufficializzazione di fronte a Marco Rizzo, segretario del partito

Candidato a sindaco per il Partito comunista, lascia la competizione per Palazzo Rosso a causa di problemi di salute. L'annuncio su Facebook e lunedì l'ufficializzazione di fronte a Marco Rizzo, segretario del partito

ALESSANDRIA – Durante una delle ultime uscite pubbliche, in occasione di un dibattito insieme agli altri aspiranti primi cittadini a Palazzo Rosso, era apparso deciso e determinato. Voleva andare avanti, si vedeva. Purtroppo le ragioni di salute hanno prevalso. E così Renato Kovacic ha deciso di lasciare. E ha affidato alla pagina di Facebook poche parole per annunciare che abbandona la candidatura a sindaco di Alessandria. “Abbiamo fatto tante battaglie, ho sempre portato la falce e il martello, il nostro simbolo, con me e con i compagni, fin da quando, oltre 40 anni fa, lavoravo alla Michelin” ricorda l’operaio comunista che più volte non solo ha manifestato a difesa dei lavoratori, arrivando a incatenarsi ai cancelli di Palazzo Rosso piuttosto che dell’Aristor. Oggi però “la malattia mi mette in condizioni di abbandonare la candidatura” scrive e subito dopo aggiunge, con un rammarico che traspare in modo evidente, che “nella scheda elettorale non ci sarà nessun simbolo con la falce e martello e questo mi fa soffrire molto. Spero in tempi migliori” conclude con gli immancabili finali “saluti comunisti”.

Molte le dichiarazioni di solidarietà e vicinanza, sia da esponenti della sinistra alessandrina, ma anche da avversari politici, tutti vicini a Renato Kovacic che lunedì, non a caso il Primo Maggio, festa del lavoro, formalizzerà la decisione con Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. Fra le proteste più clamorose e con tanto di catene di Kovacic, non sono mancate quelle contro Equitalia oppure la contestazione durante la visita di Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio dei ministri, in Cittadella. Profugo istriano, arriva a Udine nella seconda metà degli anni Sessanta, poi il trasferimento a Tortona e quindi ad Alessandria All’inizio degli Settanta entra alla Michelin e dall’inizio degli anni Ottanta, e per una decina di anni, è consigliere comunale per il Partito Comunista.  

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