Sanità: Amos, soci pubblici, dipendenti con contratti diversi e Alessandria che…
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Sanità: Amos, soci pubblici, dipendenti con contratti diversi e Alessandria che…

La proposta, per ora congelata, di fare entrare del personale nel Pronto soccorso al posto di un gruppo di operatori sociosanitari è bastata a scatenare le polemiche e le preoccupazioni. Chi sono gli alessandrini ai vertici della società

La proposta, per ora congelata, di fare entrare del personale nel Pronto soccorso al posto di un gruppo di operatori sociosanitari è bastata a scatenare le polemiche e le preoccupazioni. Chi sono gli alessandrini ai vertici della società

ALESSANDRIA – La proposta, per ora congelata, di fare entrare del personale di Amos in Pronto soccorso al posto di un gruppo di operatori sociosanitari (oss) è bastata a scatenare la reazione sindacale e a fare aumentare le tensioni all’interno dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria. Perché? Non sono tanto i numeri a creare dei problemi, quanto la filosofia di fondo che punterebbe, stando alla volontà della direzione generale, a favorire una progressiva penetrazione di personale che costa evidentemente meno e può essere gestito in modo più agile e flessibile.
Prima i numeri. Al momento su circa 2.200 dipendenti dell’azienda ospedaliera alessandrina, l’organico di Amos non sarebbe superiore alle ottanta unità utilizzata per il trasporto interno dei pazienti (sono i barellieri), nella mensa e in alcuni ambulatori.
Poi la filosofia. L’ultima proposta in ordine di tempo di utilizzare questi profili professionali all’interno del Pronto soccorso (http://www.alessandrianews.it/alessandria/amos-pronto-soccorso-ora-no-pero-145839.html) ha fatto emerge la volontà di aumentare la dotazione sia rispetto al servizio dei barellieri (l’obiettivo è “arrivare alla totale gestione da parte di Amos, superando l’attuale non opportuna commistione organizzativa”), sia, in supporto, per la gestione della camera mortuaria (“Anche in considerazione del perdurare del divieto di sostituire le cessazioni di personale di ruolo tecnico” si legge su un documento della direzione). Alessandria è il fanalino di coda rispetto al ricorso ad Amos, ma evidentemente c’è interesse a fare crescere questa presenza. Nei giorni scorsi, dopo lo stop al progetto del Pronto soccorso, pare che qualcuno al vertice dell’azienda diretta da Giovanna Baraldi sia tornato alla carica. Vedremo come nei prossimi giorni.

Ma chi è Amos? L’Azienda multiservizi sanitari e ospedalieri, sede a Cuneo, è una società consortile a responsabilità limitata i cui soci sono l’azienda ospedaliera ‘S. Croce e Carle’ di Cuneo con il 34,93 per cento, l’Asl Cn1 (33,4 per cento), l’Asl di Asti (25,05 per cento), l’Asl Cn2 (4,18 per cento), l’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria (2,44 per cento). Amos “lavora per i soci azionisti che sono pubblici, però applica contratti differenti” è la contestazione più volte rivolta alla società nel Cuneese, dove, ancora in occasione di recenti affidamenti, c’è chi, come la Uil Funzione Pubblica, parla di applicazione “di un contratto privatistico simile, ma non uguale, a quello del pubblico impiego, dove mancano incentivi, premi e progressione orizzontale”.

Il presidente di Amos è Oddone de Siebert, torinese, 39 anni, laurea in Filosofia e Master in Business Administration, è esperto di organizzazione aziendale con numerose esperienze come consulente nel settore pubblico e privato. Opera da anni nel settore della sanità pubblica e svolge attività di consulenza istituzionale in supporto alle Regioni in regime di Piano di Rientro. Nel Consiglio di amministrazione di Amos è entrato l’alessandrino Mauro Morando in rappresentanza dell’area Asti-Alessandria. All’interno del ‘Comitato per l’esercizio del controllo analogo’ di Amos siede Francesco Arena, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’.  

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