Chi paga per le campagne elettorali? Cene e amici, i candidati alessandrini a caccia di fondi
Chi paga manifesti, sedi, incontri e gadget ai candidati sindaci di Alessandria? A detta degli stessi i fondi arrivano in prevalenza da cittadini, amici, famiglia. Ma anche dalle cene di autofinanziamento, come nelle campagne americane
Chi paga manifesti, sedi, incontri e gadget ai candidati sindaci di Alessandria? A detta degli stessi i fondi arrivano in prevalenza da cittadini, amici, famiglia. Ma anche dalle cene di autofinanziamento, come nelle campagne americane
ALESSANDRIA – Come viene finanziata la campagna elettorale? Una volta la risposta era facile. Per partiti e privati non c’erano probemi di risorse. Oggi non è più così e la fonte principale pare l’autofinanziamento e la generosità di amici e sostenitori. Per conoscere i dettagli tecnici bisogna attendere che entri in campo il mandatario elettorale, persona con la quale il candidato condivide la responsabilità di firmare il bilancio della campagna elettorale, in vista dei successivi controlli. Intanto il quadro attuale è questo, con le risposte, più o meno articolate, che arrivano dai candidati a sindaco alla domanda ‘Come finanziate la campagna elettorale’?
Oria Trifoglio: “La campagna verrà finanziata con il contributo economico dei cittadini che vorranno farlo. Verrà aperto nei prossimi giorni un conto corrente bancario, di cui saranno pubblicati gli estremi, e nel quale chi lo desidera potrà versare una libera offerta”.
Gianni Ivaldi: “La nostra sarà una campagna sobria, organizziamo cene per raccolta fondi e autofinanziamento, non abbiamo una sede e abbiamo scelto di incontrare i cittadini organizzando banchetti e promuovendo iniziative pubbliche. Realizzeremo solo un unico manifesto con tutti i candidati perché il nostro è un gioco di squadra”.
Gianfranco Cuttica di Revigliasco: “I canali principali sono la raccolta di fondi in occasione di cene e incontri e l’autofinanziamento. Siamo in attesa del contributo nazionale del 5 per mille per la Lega Nord, ma non ci sono tempi certi. La sede al momento non l’abbiamo ancora”.
Michelangelo Serra: “La campagna è sostenuta con aperitivi di autofinanziamento e vendita di gadget, oltre a microdonazioni. Non accettiamo contributi da aziende o fondazioni. Mediamente in cassa abbiamo circa mille euro e la sede è in comodato d’uso e paghiamo solo l’energia elettrica”.
Cesare Miraglia: “Innanzitutto ho l’aiuto di tutta la mia famiglia, poi attraverso iniziative pubbliche per raccogliere le risorse”.
Emanuele Locci: “Finora ho utilizzato dei risparmi personali, organizzò delle cene per raccoglie fondi e autofinanziamento. Non appena pronti attraverso il mandatario elettorale accenderemo un conto su potremo far confluire i contributi. La sede è in comodato d’uso”.
Rita Rossa: “La campagna viene finanziata con contributi volontari di iscritti ed elettori, c’è la figura di un mandatario elettorale”.
Renato Kovacic: “Il contributo di amici e compagni”.