In “vendita temporanea” anche il centro sportivo comunale Barberis (Borsalino)
La concessione scade a fine anno, ma l'amministrazione comunale propone la via della "cessione di diritto di superficie trentennale" (come già fatto per la piscina comunale scoperta) anche per il centro sportivo di viale Massobrio per una somma di 521 mila euro. Una sorta di "privatizzazione" senza perdere la proprietà dell'area. Contrario il Movimento 5 Stelle
La concessione scade a fine anno, ma l'amministrazione comunale propone la via della "cessione di diritto di superficie trentennale" (come già fatto per la piscina comunale scoperta) anche per il centro sportivo di viale Massobrio per una somma di 521 mila euro. Una sorta di "privatizzazione" senza perdere la proprietà dell'area. Contrario il Movimento 5 Stelle
ALESSANDRIA – Per il centro sportivo comunale “Innocenzo Barberis”, conosciuto come centro sportivo Borsalino, in viale Massobrio il futuro è in mano ai privati. Non con una “vendita” dell’impianto come si era ipotizzato in un primo momento, tanto da inserirlo nel piano delle Alienazioni comunali. Nè come è stato per l’attuale Cento Grigio, che è stato venduto e non è più di proprietà comunale.
Per il centro sportivo ad ingresso della città l’amministrazione comunale – a scadenza dell’attuale concessione a fine 2017 – ha pensato alla stessa soluzione applicata alla piscina comunale scoperta. Una sorta di “vendita temporanea”, con cessione di diritto di superficie per 30 anni, “che garantisce il mantenimento della nuda proprietà per il Comune e quindi anche la sua destinazione d’uso, mantenendo l’impianto nel patrimonio di Palazzo Rosso, ma favorendo investimenti su quella struttura, grazie all’azione di un privato, che ricadono sul territorio (e sui cittadini)” come hanno spiegato il dirigente, ingegner Marco Neri e il vicesindaco Giancarlo Cattaneo. La scelta di “gestione diretta” è ricaduta su due impianti, il palazzetto dello sport e il campo di atletica (sui quali nel futuro prossimo sono previsti investimenti come ha ricordato anche il presidente di Sel Renzo Penna), mentre sugli altri le sempre minori risorse del pubblico non possono che portare in questa direzione. Il prezzo a base d’asta è di 521 mila euro, che discende dalla valutazione del bene che è di oltre 2 milioni. “Con questa scelta si evita quello che è stato fino ad oggi, con la concessione in gestione, dove il comune aveva un esborso di 70 mila euro come contributo in conto gestione e altri 50 mila euro annui in conto capitale per i lavori da fare sull’impianto – spiega il vicesindaco – Così ci sarebbe, invece, un sostanzioso introito, senza altri costi”.

“Gli investimenti vogliono essere fatti: mi è stato detto che per la piscina si sta pensando all’elevatore per persone con disabilità – che il consigliere Paolo Berta ha già chiesto anche sulla piscina comunale – E che entro fine anno si pensa a due ascensori per raggiungere gli spogliatoi e il ristorante”. Tutti fattori positivi, di miglioramento che mettono però la pule nell’orecchio dei 5 stelle. “Il bando sarà pubblico? Chi lo gestisce ora ha un diritto di prelazione da vecchio contratto?”. Perché tutto sembra far pensare ad una vittoria già certa: quella di chi c’è dentro oggi. “Nessun diritto di prelazione sulla vecchia concessione. Certo ci sono le disposizioni del regolamento comunale” risponde Cattaneo. Che significa però nel concreto che esiste un diritto di prelazione sul regolamento con una maggiorazione del costo di vendita del 10% e ovviamente se il concessionario che lo ha già non ha pendenze o posizioni debitorie con Palazzo Rosso.
