Le politiche di genere e gli sguardi dei candidati
Incontro di Me.Dea per presentare i punti programmatici elaborati per rendere più efficace il lavoro sul territorio e trovare soluzioni al problema della sostenibilità del centro antiviolenza. Cuttica di Revigliasco, Serra, Trifoglio, Rossa e Kovacic a confronto. Con le prime scintille
Incontro di Me.Dea per presentare i punti programmatici elaborati ?per rendere più efficace il lavoro sul territorio e trovare soluzioni al problema della sostenibilità del centro antiviolenza?. Cuttica di Revigliasco, Serra, Trifoglio, Rossa e Kovacic a confronto. Con le prime scintille
ALESSANDRIA – Un incontro sulle politiche di genere ad Alessandria e sul futuro del centro antiviolenza. Organizzato per presentare ai candidati sindaco i sette punti programmatici elaborati dall’associazione “per rendere più efficace il lavoro sul territorio e trovare soluzioni al problema della sostenibilità del centro antiviolenza”. Un incontro che si è concluso con uno spot dichiarato per chiedere finanziamenti pubblici, dopo un dibattito fra i candidati che ha dato quasi il doppio dello spazio al primo cittadino uscente, e ricandidato, Rita Rossa. L’iniziativa di Me.Dea (associazione di promozione sociale onlus) ha messo a confronto il sindaco del capoluogo (Pd), Michelangelo Serra (Movimento 5 Stelle), Oria Trifoglio (Quarto Polo), Gianfranco Cuttica di Revigliasco (centrodestra), Renato Kovacic (Partito Comunista). Assenti, Cesare Miraglia e Gianni Ivaldi che sono scesi in campo con liste civiche e che hanno inviato una mail con riflessioni di carattere generale. Di fronte a una sala piena a metà perché l’altra metà era stata sgombrata per sistemare al centro le sedie per gli ospiti e i vertici dell’associazione – Sarah Sclauzero, presidente; Francesca Brancato, responsabile di Casa Aurora (ospitalità, tutela e sostegno in favore delle donne che subiscono violenza) – la discussione si è snodata fra una spiegazione di cosa è e qual è l’attività del centro antiviolenza di fronte a una platea composta da esponenti politici e simpatizzanti che hanno accompagnati i candidati, volontarie del centro, addetti ai lavori (di cittadini veri solo una sparuta rappresentanza) e una riflessione/proposta per il sostegno alle politiche di genere, dall’attivazione “di un tavolo per la violenza alla co-progettazione su scala nazionale ed europea, attenzione alle politiche abitative in ottica di violenza di genere, dalla promozione di una campagna periodica di informazione e sensibilizzazione contro la violenza a cura del Comune al coinvolgimento del Centro antiviolenza nelle decisioni strategiche in merito alle condizioni delle donne vittime di violenza in ottica di prevenzione”.

Non sono mancati alla fine i riferimenti anche al ruolo dei servizi sociali e socioassistenziali, da quelli del Cissaca a quelli dell’Asl. Ma le riflessioni e le analisi hanno iniziato già a essere preda della campagna elettorale. Che da oggi si inasprisce, come era già intuibile al termine dell’incontro quando candidati e sostenitori si sono attardati fuori dal salone della ex Taglieria del pelo, parlottando e commentando la serata e passando gli uni di fianco agli altri con aria di sfida e sguardi torvi, avendo abbandonato il fair play che aveva contrassegnato il momento di confronto pubblico.
