Trasporti con una società nuova, ma bus sempre ‘usati’
Amag Mobilità, gestione privata che fa capo alla Line di Pavia, dovrà operare all'insegna dell'equilibrio di Bilancio fra rinnovo del parco mezzi, però di seconda mano, e un prossimo aumento delle tariffe delle corse e dei parcheggi
Amag Mobilità, gestione privata che fa capo alla Line di Pavia, dovrà operare ?all'insegna dell'equilibrio di Bilancio? fra rinnovo del parco mezzi, però di seconda mano, e un prossimo aumento delle tariffe delle corse e dei parcheggi
ALESSANDRIA – Per il trasporto pubblico alessandrino si apre una stagione tutta nuova che sarà interamente “all’insegna dell’equilibrio di Bilancio”. Le parole ricorrono più volte negli interventi di Mauro Bressan, amministratore delegato del Gruppo Amag di Alessandria. Attraverso la controllata Amag Mobilità che rappresenta il socio di minoranza, non potrà fare altro che prendere atto della gestione ordinaria di competenza del socio privato di maggioranza, la Line di Pavia che detiene l’85 per cento delle quote sociali. Di fronte a Bressan, i consiglieri comunali membri della Commissione Bilancio che chiedono informazioni e chiarimenti, ma ai quali non arrivano risposte certe. Da Sarti a Buzzi Langhi, da Fiorentino a Coloris e a Di Salvo, maggioranza e opposizione lasciano da parte le polemiche e desiderano solo capire come sarà il nuovo trasporto pubblico di Alessandria. Bressan però non può rispondere, le decisioni sono ormai in mano ai privati. L’amministratore delegato si limita a rifare la storia della fallita Atm e dell’acquisizione da parte della ‘nuova’ Amag Mobilità a maggioranza lombarda. Snocciola i dati del business plan, citando l’utile medio stimato nei prossimi anni (73.000 euro, 79.000 e 118.000 nell’arco del triennio), rassicurando sul personale (sono 181 i lavoratori oggi passati dalla fallita Atm ad Amag Mobilità, scenderanno a 172 alla fine del 2018 “in conseguenza di alcuni pensionamenti”) rispetto al quale parla “dell’ottimo risultato che ha portato alla conservazione della anzianità e della contrattazione di secondo livello” e ripetendo più volte che “il presidente della società è nominato dall’Amag”. Infine precisa che i venticinque esuberi da Atm che verranno riassorbiti all’interno del gruppo Amag “non aggiungeranno costi alla holding perché sostituiscono dei pensionamenti”, mentre per i “dieci o undici che finiranno ad Amag Ambiente “non ci sono problemi di copertura perché prendono il posto degli interinali che sono stati lasciati a casa”, senza contare che “l’avvio del ‘porta a porta’ in Fraschetta comporterà un incremento del personale stimato in sei unità”.

Infine ecco il riordino della rete. Bressan prima enuncia alcuni principi ispiratori che vanno dalla razionalizzazione alla “gerarchizzazione” delle linee, con “aree di interscambio e tratte più brevi delle attuali” e il potenziamento del servizio nelle ore di punta. Oltre non va perché per sua stessa ammissione, non si sa a cosa stia pensando la Line che valuterà “anche sulla base dell’analisi dei flussi” come riordinare le linee. Nessuna risposta nemmeno alla successiva domanda: come si integrerà la nuova rete di trasporto con il Piano urbano della mobilità sostenibile che l’amministrazione comunale, a fine mandato, sta per presentare?