Vino sugli scudi fra Verona, Cia e Nizza
Una nutrita pattuglia di produttori si prepara per il salone internazionale di Verona, mentre l'organizzazione agricola accoglie buyer da Canada, Cina, Regno Unito e Svezia. Il 23 sarà di scena la nuova barbera dal cuore un po' alessandrino
Una nutrita pattuglia di produttori si prepara per il salone internazionale di Verona, mentre l'organizzazione agricola accoglie buyer da Canada, Cina, Regno Unito e Svezia. Il 23 sarà di scena la nuova barbera dal cuore un po' alessandrino
ECONOMIA E LAVORO – Vino alessandrino sugli scudi. Con diverse declinazioni che vanno dalle aziende che partecipano al Vinitaly a quelle coinvolte nel ‘Giro del Nizza’ del 23 aprile, fino alle imprese vitivinicole che aderiscono all’iniziativa di valorizzazione promossa dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Alessandria e Asti. E senza dimenticare l’appuntamento con il Casalese, dove l’assessorato all’Agricoltura del Comune di Casale Monferrato organizza, in collaborazione con l’Istituto Luparia di San Martino di Rosignano, il concorso enologico il “Torchio d’Oro” , giunto alla sua venticinquesima edizione. L’appuntamento, si svolge fino al 31 maggio, è una competizione la cui gestione è demandata a un Comitato organizzatore e il cui regolamento è approvato dal Ministero delle Risorse Agricole e ha come obbiettivo“il miglioramento qualitativo della viticoltura e della vinificazione e la valorizzazione dei vini migliori, favorendone la conoscenza, l’apprezzamento e la contrattazione”.
Il primo appuntamento è con la valorizzazione internazionale, un fronte su cui è impegnata la Cia, in collaborazione con Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Protagonista è un gruppo di compratori (buyer) stranieri in arrivo da Canada, Cina, Regno Unito e Svezia. La base logistica è il castello medioevale di Cortanze, nel nord dell’Astigiano da cui si muovono nelle zone Unesco per visitare aziende vitivinicole del territorio tra cui le Cantine Contratto di Canelli, i Vini Braida-Giacomo Bologna di Rocchetta Tanaro e la Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra. Oggi, giovedì, alle 9.30, al Foro Pio Corsi di Nizza Monferrato è previsto un incontro con i vignaioli dell’area astigiana. Domani, venerdì, è la volta di Ovada dove, dalle 9.30, nell’Enoteca regionale, i cinque buyer canadesi, tre del Regno Unito, due della Svezia e i quattro blogger specializzati della Cina incontrano i produttori vitivinicoli associati alla Cia di Alessandria.
L’iniziativa non si svolge a caso nei giorni precedenti il Vinitaly di Verona, in programma dal 9 al 12, dove i vini piemontesi andranno in scena circa seicento produttori all’interno del padiglione 10. Sono in gran parte piccole e medie aziende, alle quali si aggiungono una ventina di Cantine cooperative, associazioni di produttori, Consorzi di tutela, organizzazioni economiche e professionali dei produttori e numerosi enti e istituzioni. Una partecipazione al salone internazionale frutto del rapporto di collaborazione tra Regione Piemonte e organizzazioni dei produttori, “attuatori dei progetti di promozione delle produzioni agroalimentari di qualità finanziati con il nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 del Piemonte che al Vinitaly – si legge su una nota diffusa da Regione Piemonte, Piemonte Land of Perfection e Unioncamere Piemonte che organizzano la partecipazione di circa duecento produttori in un’area espositiva collettiva – è rappresentato dal Consorzio Piemonte Land of Perfection che raggruppa il Consorzio dell’Asti, il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il Consorzio Brachetto d’Acqui, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio del Gavi e la Vignaioli Piemontesi, il Consorzio Alta Langa, il Consorzio Vini Doc Caluso Carema Canavese, il ConsorzioVini Colli Tortonesi, il Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese, il Consorzio vini del Roero; a questi si è aggiunto il Consorzio di Tutela dei Nebbioli Alto Piemonte”. La maggior parte del vigneto piemontese è concentrato nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria. La produzione vinicola piemontese lo scoro anno si è attestata a 2,54 milioni di ettolitri con un leggero incremento rispetto al 2015 del 3 per cento. Rappresenta il 5 per cento della produzione nazionale, ma quasi il 18 per cento delle esportazioni complessive italiane. L’Italia chiude a 5,35 miliardi di euro, +5,3 per cento, sui mercati esteri va circa il 60 per cento del vino prodotto in Piemonte, di cui il 70 per cento nei paesi comunitari e il 30 per cento nei paesi Ue per un valore di oltre un miliardo di euro.

