‘Casa Amica’ dove l’innovazione incontra il cuore
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‘Casa Amica’ dove l’innovazione incontra il cuore

La 'Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale' ha acceso i riflettori sulla struttura del centro di riabilitazione 'Borsalino' che finora ha ospitato oltre settanta famiglie

La 'Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale' ha acceso i riflettori sulla struttura del centro di riabilitazione 'Borsalino' che finora ha ospitato oltre settanta famiglie

ALESSANDRIA – Un momento interamente dedicato alle lesioni del midollo spinale, dedicato ai medici e ai professionisti del settore, ma che ha anche permesso di accendere i riflettori su un centro che, pur fra alcune difficoltà gestionali, resta uno dei punti di riferimenti della riabilitazione in regione. La “Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale”, celebrata il 4 aprile, è un’occasione per parlare di innovazione e ricerca in sanità. “L’innovazione – osserva Salvatore Petrozzino, direttore della struttura di Medicina Fisica e Riabilitazione di terzo livello del Borsalino – è una componente molto importante, ma il rapporto umano è l’elemento cardine. Oggi questa struttura offre ai pazienti entrambi grazie ad alcuni servizi come la pista d’atletica, il giardino sensoriale, l’orticoltura e soprattutto la Casa Amica”.

Uno spazio, al piano terra della struttura, che non a caso si chiama anche ‘casa domotica’ e che dal 2015 ha ospitato circa 70 famiglie prima della dimissione del paziente. Quello aperto ad Alessandria, grazie ai contributi raccolti dalla Fondazione Uspidalet, è un ambiente in cui gli investimenti tecnologici e culturali si mescolano in un progetto che si sviluppa su più fronti: “Sicurezza fisica e psicologica della persona con lesioni al midollo spinale e lo studio dell’utilizzo dello spazio perché la casa non deve fare male alla persona, ma nemmeno la persona deve causare danni alla casa e al suo interno si deve sentire sicura e libera di muoversi”.

Precisa ancora Petrozzino: “

L’obiettivo è stato quello di creare un ambiente che interagisce con la persona, capisce le difficoltà e aiuta ad alleviarle il più possibile. Se prima l’operatore sanitario doveva recarsi a casa del paziente per indicare le modifiche da attuare all’appartamento in modo da renderlo più vivibile per una persona con lesioni spinali, ora grazie a questa esperienza di un fine settimana all’interno della ‘Casa Amica’ è il paziente stesso a sviluppare consapevolezza e a prendere padronanza della situazione. È quello che viene scientificamente definito empowerment, cioè un percorso di crescita del paziente che deve cominciare proprio durante il ricovero”. 
 
 
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