Uspidalet e 5 per mille, dal territorio per la sanità
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Uspidalet e 5 per mille, dal territorio per la sanità

La Fondazione lancia la campagna, mentre lavora per altri progetti e cambia il direttore che sarà Walter Giacchero. Giovanna Baraldi, direttore dell'ospedale, illustra i dati e guarda a un futuro di innovazione

La Fondazione lancia la campagna, mentre lavora per altri progetti e cambia il direttore che sarà Walter Giacchero. Giovanna Baraldi, direttore dell'ospedale, illustra i dati e guarda a un futuro di innovazione

ALESSANDRIA – La Fondazione Uspidalet lancia la campagna per il 5 per mille, annuncia il cambio del direttore e continua in modo autonomo il lavoro a sostegno dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria, però sulla base di precise indicazioni relative alle esigenze e alle attrezzature necessarie ai tre presìdi ospedalieri del capoluogo. Alla Kouchnerova, presidente della Fondazione Uspidalet, presenta la campagna 2017 rilanciando l’appello “a coloro che ci hanno già aiutato e a coloro che seguono le nostre attività. La cosa più difficile da fare è ricordare un numero: 96047140064 che è il codice fiscale della Fondazione da inserire nella dichiarazione dei redditi. Grazie al 5 per mille i sostenitori della Fondazione Uspidalet hanno permesso di dare impulso e concretezza all’innovazione di strutture, apparecchiature e spazi dell’ospedale infantile, del centro di riabilitazione Borsalino e del ‘civile’, vere e proprie eccellenze italiane nel campo della sanità”.

Il semplice gesto con il quale si indica la destinazione del 5 per mille significa fare tornare le risorse sul territorio, sapendo “in modo preciso dove vanno a finire”. Lo dicono insieme Alla Kouchnerova e Giovanna Baraldi, direttore generale dell’azienda ospedaliera. “La Fondazione – afferma quindi Giovanna Baraldi – ha donato oltre due milione di euro di progetti e il 5 per mille alla Fondazione Uspidalet è concretezza e serietà, come dimostrano i progetti realizzati in questi anni. L’azienda e la Fondazione hanno deciso di fare un appello ai cittadini del territorio perché il 5 per mille non costa nulla e rappresenta un valore immenso, consentendo un ritorno della ricchezza attraverso il versamento di una parte delle tasse allo stesso territorio da cui sono partite”.

Il direttore dell’azienda ospedaliera snocciola poi i dati che sottolineano in modo efficace due aspetti: la validità di progetti che coniugano “le necessità cliniche, l’innovazione e la ricerca” grazie a un modello di finanziamento che permette “il necessario salto di qualità a una hub ospedaliero cui fanno capo circa seicentomila abitanti e le province di Alessandria e Asti”; la necessità di un “finanziamento più stabile e continuo”. La valutazione delle donazioni avviene sulla base di fattori diversi: il bisogno reale, le competenze necessarie a una corretta gestione delle attrezzature, il numero di casi da trattare, i costi di manutenzione. Ecco perché è fondamentale il rapporto stretto fra chi è impegnato nella delicata opera di sensibilizzazione sul territorio e chi tutti i giorni si confronta con le strette maglie della contabilità e delle risorse che arrivano con il contagocce. Nonostante l’uscita dal piano di rientro e il ritorno alla normalità dei conti, la Regione Piemonte non ha ancora comunicato l’entità del finanziamento 2017 all’azienda ospedaliera. E siamo ormai ad aprile.

Negli ultimi anni è il 5 per mille che ha cofinanziato alcuni progetti. La posta pneumatica (valore 3.638,72, quota finanziata con il 5×1000 del 2010: 11.461,79), nel 2016 le provette scambiate con il Gardella sono state 2.300 cui si aggiungono circa 40 provette al giorno di donazioni, mentre sono circa 150 gli invii che transitano da e verso l’Infantile e un migliaio verso il Pronto Soccorso del civile; videogastroscopio (valore 30.661,04, quota finanziata con il 5×1000 del 2011: 11.181,20), per le caratteristiche è uno strumento utilizzato in emergenza nei bambini più piccoli: da circa un anno è stato utilizzato una decina di volte, un parametro assolutamente elevato e adeguato per il bacino di riferimento del presidio Infantile; ecografo infantile (valore 45.018, quota finanziata con il 5×1000 del 2012: 14.008,58), dal marzo 2016 ha permesso alla Radiologia del presidio pediatrico un notevole miglioramento nelle attività: è utilizzato per gli esami ambulatoriali, interni e le urgenze con la realizzazione di circa 150 esami alla settimana; neuronavigatore (valore 177.934,20, quota finanziata con il 5×1000 del 2013: 16.460,67), è utilizzato sia dalla Neurochirurgia, che ha già effettuato 90 interventi cranici e 10 spinali, e dall’Otorinolaringoiatria che ha effettuato circa 20 interventi di chirurgia endoscopica naso-sinusale; progetto Nava (valore 31.499,18 quota finanziata con il 5×1000 del 2014: 28.897,43), supporto indispensabile nella ventilazione dei bambini, è sicura grazie al sistema di ventilazione automatica, riduce la necessità di sedazione e quindi la somministrazione di farmaci.

Intanto si avvicinano i giorni in cui aprirà il cantiere per il recupero del giardino interno al quadrilatero settecentesco che confina con la chiesa. Un angolo verde che verrà valorizzato sempre grazie alla generosità dei benefattori e che consentirà a pazienti e familiari di passeggiare in uno spazio verde riqualificato.

Infine la Fondazione Uspidalet si appresta a cambiare il direttore. Claudia Bruno, in carica solo dall’11 maggio 2016 (era subentrata ad Alfredo Canobbio) lascia l’incarico che verrà ricoperto da Walter Giacchero che verrà nominato durante l’assemblea in programma il 9 maggio, alle 17. 

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