‘In dieci da Atm ad Amag Ambiente’. Ma per ora sono solo 5…
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‘In dieci da Atm ad Amag Ambiente’. Ma per ora sono solo 5…

Dopo l'accordo sul trasporto pubblico, inizia la fase della gestione dei 25 esuberi, tra le assicurazioni di Mauro Bressan, amministratore delegato del gruppo, e qualche dubbio per la sostenibilità. Poi l'analisi di Giorgio Abonante

Dopo l'accordo sul trasporto pubblico, inizia la fase della gestione dei 25 esuberi, tra le assicurazioni di Mauro Bressan, amministratore delegato del gruppo, e qualche dubbio per la sostenibilità. Poi l'analisi di Giorgio Abonante

ALESSANDRIA – “Il Gruppo Amag provvederà a ricollocare al proprio interno 25 dipendenti, in esubero dall’Atm, procedendo all’assunzione diretta di 17 unità dal primo aprile e delle ulteriori 8 unità entro e non oltre il 30 aprile”. È uno dei passaggi chiave dell’accordo fra il Gruppo Amag, il curatore della fallita Atm e i sindacati confederali per il passaggio di 181 lavoratori della vecchia società di trasporto alla nuova realtà, per ora si chiama ancora Amag Mobilità, che ha nella Line di Pavia il socio privato di maggioranza all’85 per cento. Dopo i commenti entusiasti a caldo, di pubblici amministratori e sindacalisti, come stanno procedendo le cose? Dalle prime verifiche sul campo cominciano ad emergere alcune piccole contraddizioni, certo superabili, ma che comunque esistono. Per esempio, Mauro Bressan, amministratore delegato del gruppo Amag, ribadisce che dei venticinque esuberi di Atm, saranno in dieci a finire in Amag Ambiente e “quindici nel gruppo tra Amag Alegas, Amag Reti Idriche e Gas”. Poi aggiunge che l’Amag “ha posizioni scoperte dovute a pensionamenti vari da rimpiazzare e quindi stiamo facendo una selezione interna”.
Peccato però che negli uffici di Amag Ambiente si respiri un’aria un po’ diversa. È qui che troviamo la conferma che “cinque persone sono arrivate, ma per ora restano tali e speriamo non se ne aggiungano altre”. La fonte interna qualificata, che chiede l’anonimato, si sbilancia ulteriormente quando spiega che “c’è un problema di sostenibilità economica rispetto a dieci assunzioni in totale”. Da un conteggio generale, il personale in esubero dall’Atm e da ricollocare in Amag Ambiente, significa un aumento del costo del lavoro che potrebbe oscillare mediamente fra i 350.000 e i 450.000 euro all’anno. Sostenibili?

Tornando al trasporto pubblico, un dato certo è che la Line di Pavia è entrata in una operazione di acquisizione che nel mirino non ha solo la riqualificazione del servizio urbano, collassato e dove c’è da ricostruire tutto, dal parco mezzi alla rete dei servizi, ma anche la torta più ghiotta del trasporto pubblico di area vasta che interessa la provincia di Alessandria e quelle confinanti in Piemonte, ma soprattutto quella lombarda di Pavia, su cui opera anche l’alessandrina Arfea. Di fronte a questo scenario appare difficile che una società investa fior di soldi solo per il business urbano, dove peraltro la maggioranza degli introiti devono arrivare dal mercato e non dalla finanza pubblica trasferita. Ed è altrettanto probabile che l’attenzione ai costi, a cominciare da quello del lavoro, sia al primo posto. Anche per questo la contrattazione di secondo livello che dovrebbe iniziare in questi giorni appare un po’ in salita. Intanto i lavoratori ex Atm non percepiscono alcun integrativo e la penalizzazione sugli stipendi arriva anche a duecento euro al mese.

Se la politica così impegnata nella campagna elettorale non ha ancora deciso né di prendere una posizione, né di intervenire quanto meno ‘a consuntivo’ sulla vicenda Atm – Amag Mobilità, è solo da Palazzo Rosso che arriva una voce diretta. Giorgio Abonante, assessore alle Finanze, formula una serie di riflessioni che però affida al blog personale, e rilancia attraverso il solito Facebook. “Abbiamo lavorato per tre anni – scrive – realizzando quel piano industriale che prevedeva la creazione di un gruppo industriale, di un’unica azienda di servizi comunali, in altre parole della cosiddetta ‘grande Amag’ che ha riordinato sotto di sé tutti i servizi e oggi si appresta a rilanciare il settore trasporto pubblico e dare prospettiva a quello dello smaltimento rifiuti. Il risultato è un gruppo aziendale con oltre 600 addetti, 110 milioni di euro di ricavi e 100 milioni di patrimonio netto, oltre 11 milioni di margine operativo lordo e altrettanti di generazione di cassa e infine 24 milioni di investimenti previsti solo nel 2017. Più i numeri relativi al rilancio del trasporto pubblico locale che avverrà con la società Line di Pavia”.

Quindi aggiunge: “Prima di tutto è stata garantita la tutela occupazionale di tutti gli addetti, senza rinunciare a pretendere qualità ed efficienza dal personale anche a costo talvolta di qualche tensione strumentale. E poi per esempio nel settore dei rifiuti, dopo aver rilanciato l’attività decotta del passato, è stato impostato l’avvio della raccolta differenziata che consentirà un minore impatto ambientale sulle discariche. Ma anche nel settore del calore, la scelta del teleriscaldamento, a dispetto delle critiche, ridurrà i consumi, l’inquinamento e i costi grazie ad un impianto all’avanguardia per la tecnologia usata. Ora sono in corso, proprio in queste settimane, alcune importanti operazioni tra cui la selezione di un socio di minoranza per il settore della distribuzione gas e la selezione di un pool di investitori che immettano ulteriori risorse nel gruppo per affrontare i progetti di sviluppo della città nel prossimo quinquennio. È finita infatti – è la conclusione di Abonante – l’epoca del capitalismo municipale che ha portato benefici agli albori ma si è trasformato poi in un sistema privo di logica e controlli, un sistema che ha portato tanti dissesti nelle casse pubbliche, di cui anche Alessandria ha fatto le spese”.
 

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