Biologia cresce a Vercelli, mentre Alessandria potenzia il biomedicale
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Biologia cresce a Vercelli, mentre Alessandria potenzia il biomedicale

Le novità del Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) dell'Università del Piemonte Orientale e le nuove frontiere della ricerca insieme all'azienda ospedaliera 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo'

Le novità del Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) dell'Università del Piemonte Orientale e le nuove frontiere della ricerca insieme all'azienda ospedaliera 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo'

ALESSANDRIA – Nel giorno, ieri, mercoledì, dell’esame finale di dodici dottorandi che hanno concluso il primo ciclo del Dottorato di ricerca in Chemistry & Biology, coordinato da Domenico Osella, da Roberto Barbato presidente del corso di laurea in Scienze biologiche (triennale) e Biologia (magistrale) del Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) dell’Università del Piemonte Orientale (Upo), arrivano precisazioni e annunci di sviluppi futuri legati al piano di sviluppo didattico dei corsi.
Cosa accadrà allora nel prossimo futuro? Il corso di laurea triennale in Scienze biologiche attualmente è presente nelle sedi di Alessandria e di Vercelli “con più di duecento studenti per sede” spiega Barbato. “È chiaramente nostra intenzione, come Disit e come Cds di Scienze biologiche, non solo mantenere vivi questi corsi in entrambe le città, ma anche di sviluppare ulteriormente, in entrambe le sedi, le attività legate a questi corsi di laurea. Non c’è quindi nessuna intenzione – afferma – di ‘spostare’ la biologia triennale su un’altra sede, ma solo di sviluppare una nuova attività, complementare, in un’altra sede”.

Come? “Vercelli – racconta Barbato – rappresenta un’opportunità per l’Ateneo in generale e per la biologia in particolare. Attualmente siamo al terzo anno di corso, per cui a luglio avremo i primi laureati. Dopo un’attenta valutazione abbiamo deciso di aprire, a partire dal prossimo anno accademico, un profilo della laurea magistrale anche a Vercelli, per offrire a questi studenti una nuova opportunità. La situazione delle magistrali e quindi la seguente: due profili ad Alessandria (biomedico che verrà realizzato con il contributo dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria con la quale abbiamo stilato a dicembre un accordo importante di collaborazione didattico-scientifica) e agro-ambientale, che rappresenta la linea, per così dire, ‘storica’, di una parte del gruppo biologico del Disit”. Infine a Vercelli verrà attivato un profilo magistrale Nutrizione-Ambiente, nato “da una discussione con enti locali, stakeholder del territorio e i colleghi di Novara di Medicina e Farmacia”. Il contributo degli enti locali allo sviluppo dell’Università nelle tre sedi, conclude Barbato, invece “è stato, ed è, chiaramente diverso”.

La ricerca è davvero la nuova frontiera di sviluppo. L’azienda ospedaliera con i 283 studi autorizzati fra il 2011 e il 2015, l’Università del Piemonte Orientale con il Disit e il nuovo corso di laurea magistrale in Biologia che partirà con il prossimo anno accademico, la ventina di progetti avviati tra i ricercatori dell’Ateneo e i professionisti dell’azienda ospedaliera, sono i perni di un sistema che apre scenari inediti di opportunità per il mondo delle imprese per le attività di ricerca. Ecco perché Barbato commenta positivamente il “generale rafforzamento delle interazioni tra l’azienda ospedaliera e il Disit”, in particolare per quanto riguarda la biologia. Nella nuova revisione del corso di laurea magistrale alcuni insegnamenti che caratterizzano e definiscono il profilo biomedico, verranno assegnati a personale dell’azienda. “Su questa base – aggiunge Barbato – si prevede un aumento del numero di studenti che potranno svolgere la tesi di laurea in ambito ospedaliero che naturalmente avrà come ricaduta fondamentale il rafforzamento e l’ampliamento delle collaborazioni scientifiche”.  

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