Arrivano i bus ‘pavesi’ per Alessandria. Mentre il personale…
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Arrivano i bus ‘pavesi’ per Alessandria. Mentre il personale…

Di fronte al curatore fallimentare, Piero Canevelli, Amag Mobilità e Line Pavia si sono aggiudicate la gara per la fallita Atm. Dipendenti assunti dalla nuova società, ma il tfr resta nella società fallita, così come riparte da zero la contrattazione di secondo livello

Di fronte al curatore fallimentare, Piero Canevelli, Amag Mobilità e Line Pavia si sono aggiudicate la gara per la fallita Atm. Dipendenti assunti dalla nuova società, ma il tfr resta nella società fallita, così come riparte da zero la contrattazione di secondo livello

ALESSANDRIA – Autobus ‘pavesi’ nel futuro di Alessandria. Da ipotesi a certezza, ma con quali effetti, però, è ancora da vedere. A Milano, di fronte al curatore fallimentare, Piero Canevelli, Amag Mobilità e Line Pavia si sono aggiudicate la gara per acquisire la fallita Atm. Sul piatto è arrivata una offerta di poco superiore a quattro milioni e settecentomila euro della base d’asta, cui si aggiunge un ulteriore mezzo milione di deposito. Anche la Tper dell’Emilia Romagna ha fatto una proposta che però non è stata giudicata completa. Ora la nuova società, che ha la Line come socio di maggioranza, si prepara a ereditare un servizio segnato da mille difficoltà, mezzi vecchi e malandati, oltre ai quasi duecento dipendenti. Cosa succede da oggi al primo aprile? “Il curatore fallimentare deve ottenere l’approvazione del Tribunale per consentire di partire, con aprile, con la nuova gestione” risponde Stefano De Capitani, presidente del gruppo Amag, la holding che ha curato la regia dell’accordo. Un accordo che vede ora scendere in campo una società che dovrà fin da subito misurarsi con i primi costi, a partire dagli stipendi del mese prossimo, anche se le condizioni saranno un po’ diverse dalle attuali. Il personale, almeno è questo il percorso tecnico, verrà riassunto (Amag Mobilità ha affittato il ramo di azienda dalla società fallita fino al 31 marzo) dalla società nata dalla partnership alessandrina e pavese, ma il trattamento di fine rapporto (tfr) come altre spettanze restano in Atm. I lavoratori sono creditori privilegiati e si insinueranno nel fallimento per ottenere ciò che spetta loro, ma con quali tempi per ora non è dato sapere. Il personale è riassunto e quindi tutta la contrattazione di secondo livello dovrà essere ridiscussa. E senza dimenticare che la dotazione organica la decide la nuova proprietà. Certo, Line e Amag Mobilità hanno sottoscritto una intesa, però i cordoni della borsa adesso non sono in mano esclusivamente agli alessandrini. Mentre Stefano De Capitani si dice “soddisfatto” per la conclusione di una procedura pubblica per la selezione di un socio, è l’amministratore delegato del gruppo Amag, Mauro Bressan, ad avere subito rilasciato dichiarazioni entusiaste, salvo poi aggiungere che “adesso c’è un futuro da costruire con un nuovo piano industriale da concordare”. Un piano rispetto al quale la società Line, privata, vorrà certamente dire la sua. La parola passa ora al Consiglio comunale che dovrà approvare la sottoscrizione dei patti parasociali e il piano industriale dell’azienda.

La direzione di Amag Mobilità, dal canto suo, spiega di avere rispettato “lo schema già sperimentato nella gara pubblica per la realizzazione e gestione del sistema di teleriscaldamento ad Alessandria insieme a Egea Produzioni e Teleriscaldamento di Alba”. Si è infatti riproposta per la gara del trasporto pubblico “una quota di minoranza nel capitale sociale, ma una ‘golden share’ che permetterà un elevato potere decisionale e di controllo sulle scelte strategiche”. Infine è prevista “la riassunzione di tutti i lavoratori ex Atm in un quadro che dovrà, ovviamente, garantire la sostenibilità economica dell’azienda”, così dicono De Capitani e Bressan. Che concludono così: “’L’accordo raggiunto con il nuovo socio di maggioranza rappresenta un risultato fondamentale per i lavoratori e tutta la città, prevedendo un investimento immediato di circa 500.000 euro da parte di Line e la sostituzione progressiva del parco automezzi”.

Un’altra voce piena di entusiasmo è stata quella di Rita Rossa, sindaco di Alessandria (il Comune è il socio di maggioranza del gruppo Amag) che parla di un risultato frutto delle “opportunità create con la multiutility” e alle “scelte del Comune di Alessandria” che ha agito sulla base di un preciso progetto industriale dopo “avere messo in sicurezza i servizi e i posti di lavoro”. Se sarà così, si vedrà nelle prossime settimane. Il primo cittadino conclude parlando di “un primo passo per attuare il miglioramento dell’azienda, dei servizi e il salvataggio dei livelli occupazionali, compresi i 35 esuberi già accertati (che peraltro hanno già trovato una collocazione all’interno del gruppo Amag, ndr). La costruzione della multiutility, con la sua versatilità e la sua capacità di stare sul mercato, oltre a un management serio e preparato, ci permette di guardare al futuro con serenità e di allontanare definitivamente gli spettri che hanno accompagnato in questi anni le nostre partecipate”.

Però il clima non deve essere tutto rose e fiori. Fonti interne a Palazzo Rosso hanno segnalato un incontro particolarmente vivace avvenuto nell’ufficio del sindaco fra Rita Rossa, Mauro Bressan e Giuseppe Righetti (amministratore delegato di Amag Ambiente) cui a un certo punto si è aggiunto anche Antonello Zaccone, responsabile della Direzione risorse umane e finanziarie. Chi è passato davanti all’ufficio ha riferito di toni molto accesi. Visti i protagonisti, l’oggetto della discussione potrebbero essere state le recenti polemiche sollevate da Cisl e Uil alla luce della presa di posizione assunta da Stefano Cavanna, membro del Consiglio di amministrazione dell’Amag in rappresentanza del Comune di Acqui e di altri Comuni minori, che aveva avanzato riserve rispetto alla procedura relativa ad alcune promozioni e riconoscimenti economici proposti in Amag Ambiente, chiedendo nel contempo il blocco della procedura.  

La ‘Line – Servizi per la mobilità’ è una società per azioni costituita il 3 agosto 2001 da Asm Pavia e da Sisa Spa a seguito, il 25 settembre 2002 la società autoservizi Migliavacca Srl di Pavia ha conferito il ramo d’azienda relativo al trasporto pubblico, entrando nel capitale sociale di Line. Per effetto della gara pubblica per la cessione delle partecipazioni azionarie detenute da Sisa e Asm nella società Line aggiudicata alla ditta Star (Società trasporti automobilistici regionali di Lodi) dal 5 agosto 2015, la compagine societaria è a capitale interamente privato e posseduto dai soci Autoservizi Migliavacca e Star. La Line (parco mezzi di 220 autobus) gestisce cinque servizi urbani e due servizi extraurbani producendo oltre 10.000.000 di chilometri di linea all’anno. Oltre ai servizi si trasporto pubblico locale, gestisce anche le aree di sosta del Comune di Lodi, del Comune di Melegnano e del Comune di Casalpusterlengo per i parcheggi a pagamento e per i parcheggi riservati ai residenti; il parcheggio ‘Campeggi’ del Policlinico San Matteo di Pavia e il parcheggio San Francesco di Lodi.

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