Centrodestra (quasi) unito, entra Barosini: “aspettiamo Locci”
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Centrodestra (quasi) unito, entra Barosini: “aspettiamo Locci”

In vista delle prossime amministrative il centro destra si compatta, con l'adesione all'interno della coalizione della lista civica Sìamo Alessandria di Giovanni Barosini, che rinuncia alla richiesta di primarie definendo il suo "un gesto di responsabilità". Emanuele Locci: "convergenza difficile, almeno al primo turno"

In vista delle prossime amministrative il centro destra si compatta, con l'adesione all'interno della coalizione della lista civica Sìamo Alessandria di Giovanni Barosini, che rinuncia alla richiesta di primarie definendo il suo "un gesto di responsabilità". Emanuele Locci: "convergenza difficile, almeno al primo turno"

ALESSANDRIA – Il centro destra fa un altro passo verso la presentazione unitaria alle prossime elezioni amministrative, previste con ogni probabilità per giugno.

Con una conferenza stampa indetta ieri, giovedì 23 marzo, la coalizione guidata da Gianfranco Cuttica di Revigliasco, candidato sindaco, ha annunciato l’ingresso della lista civica “Sìamo Alessandria”, fondata da Giovanni Barosini, ex Udc della lunga esperienza amministrativa, sia in comune che in provincia. Al fianco del candidati sindaco, oltre a Barosini, siedevano anche Riccardo Molinari (Lega Nord), Ugo Cavallera (Forza Italia) e Federico Riboldi (Fratelli d’Italia). 

In una sala gremita, Cuttica di Revigliasco ha così annunciato l’accordo, rilanciando verso nuovi allargamenti: “Devo ringraziare la colazione e tutte le persone che stanno dimostrando attenzione a questa partita amministrativa. Il lavoro non è finito qui. Ritengo che ci siano ancora termini per ulteriori contatti e aggregazioni ad un progetto di città che gradualmente si sta formando per dare un futuro ad Alessandria. Oggi, per esempio, si parla di Emanuele Locci. Ho una profonda stima per il suo lavoro e mi augurio che possa essere anche lui della partita. Mi riferisco, poi, anche ad eventuali liste che rappresentano reali esigenze rispetto allo sviluppo, al decoro e alla dignità di quello che dovrebbe essere un capoluogo provinciale.
Il nostro programma, che tra poco presenteremo, nasce da un confronto popolare e tra i soggetti politici che si sono aggregati. Quello che possiamo sottolineare che ci sono tre fasi del programma: le linee programmatiche, programma elettorale e programma di mandato. Tre fasi differenti, in questo momento siamo concludendo la prima”.

Il centro destra attende a ultimare la stesura del programma proprio “per consentirne la costruzione dopo il giusto confronto con Emanuele Locci, perché il programma di un centro destra unito deve garantire a ciascun membro della coalizione di riconoscersi in esso”.

Diverso invece il discorso relativo alle primarie, ipotesi che la coalizione ha ormai accantonato, pur con qualche rammarico: “siamo una forza politica non solamente del territorio ma figlia di partiti nazionali – hanno spiegato dal centro destra – e per questo seguiamo le regole e le decisioni prese dai vertici. Auspichiamo però che con in futuro si arrivi a definire procedure chiare e trasparenti, a differenza di quanto succede nel centro sinistra, per arrivare a una scelta dei candidati tramite uno strumento simile alle primarie. Ciò che proponiamo ora per Alessandria è invece una sorta di selezione indiretta: saranno gli elettori, con i loro voti alle liste, a indicare quali saranno i candidati più graditi, che, al netto delle competenze manageriali richieste, verranno poi collocati ai vertici del comune e delle realtà partecipate”. 

Fra le parole al miele spese per Emanuele Locci spiccano quelle di Federico Riboldi, suo compagno di partito in Fratelli d’Italia, che spiega la delicata situazione: “Locci è un amico prima ancora che un collega di partito. Tutti gli riconosciamo il grande impegno svolto per il comune di Alessandria in questi anni e per questo pensiamo che gli elettori non capirebbero se decidesse di correre da solo alle elezioni, di fatto disperdendo i suoi voti. Non siamo preoccupati da un punto di vista elettorale, ma riteniamo che il suo sia un contributo importante che potrebbe fornire all’interno del centro destra. Va comunque da sé che, se decidesse di correre al di fuori del centro destra e in contrasto a Fratelli d’Italia, la sua esperienza nel partito sarebbe da ritenersi conclusa“.

Dal canto suo Emanuele Locci sembra non farsi sedurre dalle lusinghe né intimidire da eventuali espulsioni, restando sostanzialmente sulle proprie posizioni: “continuo a ritenere le primarie lo strumento naturale per far scegliere ai cittadini il candidato sindaco di un’eventuale coalizione di centro destra e non capisco la resistenza di Gianfranco Cuttica e dei rappresentanti dei partiti. Se dovessi perdere le primarie sarei felice di sostenere il candidato scelto dagli alessandrini, di cosa hanno paura? Apprezzo l’apertura su un confronto programmatico, e non escludo di pensare a un eventuale appartentamento, ma ora come ora lo vedo possibile soprattutto a partire da un eventuale ballottaggio. Vorrà dire che chi avrà ricevuto più voti al primo turno magari potrà essere sostenuto dalle altre forze che si riconoscono in un programma affine”.
Il termine ultimo fissato da Locci per una decisione sulla sua candidatura a sindaco è fissato subito dopo la discussione del bilancio in consiglio comunale, prevista per fine mese. “Ora sono completamente concentrato su questo. Finito questo importante passo scioglierò la mia riserva”. 

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