“Ci davano per morti, oggi siamo in utile”
Stefano De Capitani, presidente di Amag spa, al convegno organizzato per la Giornata mondiale dell'acqua. Gli investimenti, in primo piano quelli per la rete idrica e la depurazione, i conti e l'assetto societario. Anche se alcune incertezze non mancano
Stefano De Capitani, presidente di Amag spa, al convegno organizzato per la Giornata mondiale dell'acqua. Gli investimenti, in primo piano quelli per la rete idrica e la depurazione, i conti e l'assetto societario. Anche se alcune incertezze non mancano
ALESSANDRIA – Quando sono arrivato ci davano per morti, era l’inizio del 2014. Oggi celebriamo i primi 40 anni dell’azienda e gettiamo le basi per i prossimi 40”. Stefano De Capitani, presidente del Gruppo Amag di Alessandria, apre con queste parole l’intervento che riassume passato, presente e futuro della holding cui oggi fanno capo tutti i servizi pubblici essenziali. Ieri era la ‘Giornata mondiale dell’acqua’ e la società Amag Reti Idriche ha voluto scegliere la ricorrenza per organizzare un convegno (ospitato a Palatium Vetus della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria) dedicato all’evoluzione della multiutility. Quel Gruppo Amag che ha presentato conti in ordine e idee abbastanza chiare rispetto alle strategie di sviluppo. Anche se alcune incertezze non mancano, a cominciare dalla evoluzione del trasporto pubblico, come non appare del tutto in discesa il percorso societario tracciato da De Capitani: “L’ingresso in Telenergia (la newco per il teleriscaldamento alessandrino con il partner Egea), il conferimento della quota di maggioranza della società di trattamento e smaltimento dei rifiuti Aral, la selezione del partner industriale per la gara di distribuzione del gas e la selezione del partner finanziario per l’aumento di capitale della capogruppo Amag”. Tutti obiettivi vicini, vero, però contrassegnati da alcuni nodi ancora da sciogliere. Il presidente dell’Amag non ha mancato di ricordare “le incertezze e gli imprevisti”, mettendo fra questi ultimi “il fallimento dell’Amiu”, una evoluzione peraltro tutt’altro che imprevedibile vista la condizione in cui versava l’azienda dei rifiuti. Poi Stefano De Capitani ha tracciato il quadro economico e finanziario di un gruppo che “grazie alla fondamentale visione strategica dei Comuni soci, a cominciare da Alessandria” oggi è una società “non solo finanziaria, ma che gestisce all’interno in modo trasversale i servizi delle società partecipate, da quello legale all’amministrativo, contribuendo così a garantire significative economie di scala”.
Se Mauro Bressan, amministratore delegato del gruppo e amministratore unico di Amag Reti Idriche, ha scattato la fotografia del servizio idrico integrato, è stato De Capitani a riassumere i risultati della gestione 2014-2016 e sintetizzare gli obiettivi 2017-2020. Il patrimonio netto è passato da 91 a 101 milioni, i crediti diminuiti da 85 a 75 milioni, i debiti scesi da 99 a 81 milioni, il peso per personale vale 16 milioni, l’utile è stato di quattro milioni con circa sette milioni e mezzo di investimenti previsti per quest’anno. “Con azioni come il project financing per il teleriscaldamento – ha aggiunto – abbiamo attratto novanta milioni di investimenti, dimostrando che si possono attirare partner senza abdicare al ruolo di controllo”. Il piano di sviluppo al 2020 stima in incremento del patrimonio netto a 112 milioni, una ulteriore riduzione del debito finanziario da 26 a 21 milioni e dei crediti da 75 a 69 milioni con una parallela crescita delle ricadute sull’indotto per 47 milioni e poi gli investimenti per la rete idrica (21 milioni), la rete del gas (17 milioni), la raccolta rifiuti (3 milioni), il teleriscaldamento (3 milioni). Non è mancato un commento tiepidamente critico contro le voci che hanno messo in risalto nel recente passato le voci di bilancio relative ai debiti. L’indebitamento complessivo bancario del Gruppo a fine 2015 era pari a circa 35,3 milioni di cui circa 17,4 milioni per mutui a medio/lungo termine in capo alla capogruppo Amag Spa. L’indebitamento bancario a medio e lungo termine di Gruppo è interamente relativo a mutui in capo alla capogruppo destinati parzialmente a investimenti nell’idrico e nel gas e parzialmente impiegati per il finanziamento di Amag Ambiente mediante prestito soci. I debiti a medio e lungo termine sono nei confronti di cinque banche con una esposizione massima iniziale verso la singola banca di 11,6 milioni di euro (Bpm). Il mantenimento dei mutui esistenti è previsto che facciano capo alla Holding, a eccezione del mutuo Intesa Sanpaolo ‘bullet’ del valore di 5 milioni “da conferire ad Amag Reti Idriche in una ottica di consolidamento”.
Mauro Bressan dal canto suo ha acceso i riflettori su depurazione, manutenzione delle reti, canali e controlli (1.384 reti di distribuzione, 83 pozzi, 15.638.300 metri cubi di acqua immessi in rete in un anno, 50.000 utenti allacciati, 63 Comuni gestiti) che “consentono di fornire 285 litri d’acqua ogni giorno a ciascuno dei 150.000 abitanti serviti”. Un dato che scende di fatto a poco più di 200 litri a causa delle perdite della rete di acquedotti che si attesta su una media del 25 per cento contro quella del trenta che segna la rete distributiva italiana. Bressan ha poi illustrato i nuovi investimenti che prevedono la realizzazione di oltre 9 chilometri di rete fognaria e la realizzazione di due collettori fognari (da Casalbagliano alla località cascina Chiappona e da questa a Lungo Tanaro San Martino), la fognatura via Vallequarta – Strada Cerca Valmadonna e quella Strada Cerca – via Pissarotto – Valle San Bartolomeo, infine il collettamento foi nario di Spinetta Marengo, Cascinagrossa, Litta Parodi e Mandrogne alla rete cittadina, “un’opera attesa da oltre 20 anni”. Il piano degli investimenti non dimentica il depuratore di Alessandria che verrà ampliato “per passare, entro il 2018, da 70.000 a 110.000 abitanti equivalenti”. Non manca l’innovazione tecnologica con la sperimentazione della telelettura dei contatori LoRa oppure tecnologie e innovazioni di processo adottate per la depurazione.
Tutto bene? Per il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, la risposta è scontatamente positiva, anche se non è mancata una nota polemica. Prima il primo cittadino ha parlato della difesa dell’acqua come bene pubblico, poi alla fine degli interventi di De Capitani e Bressan ha voluto riprendere la parola per ribadire che “l’acqua è sicura, è controllata ora per ora, chi contesta lo fa solo per solo strumentalizzare” con un evidente riferimento al Movimento 5 Stelle.
Il legame tra l’acqua, le tariffe e gli investimenti ha scandito gli interventi di Lino Rava, presidente dell’Autorita d’Ambito Servizio Idrico, Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Utilitalia (Associazione delle imprese idriche energetiche e ambientali), Armando Quazzo in rappresentanza della Water Alliance – Acque del Piemonte (la rete di undici società pubbliche piemontesi, tra cui Amag, nata lo scorso luglio per fare sinergie sui progetti di ricerca). Ha moderato l’incontro Fabio Pavesi de Il Sole 24 Ore.
