ExpoPiemonte, un futuro nel nome di Damiani?
La struttura fieristica ormai inutilizzata da tempo sorge di fronte alla sede di Bulgari. Nessuna conferma per ora, però il Comune di Valenza sta lavorando in silenzio e sottotraccia per una soluzione che si sta avvicinando
La struttura fieristica ormai inutilizzata da tempo sorge di fronte alla sede di Bulgari. Nessuna conferma per ora, però il Comune di Valenza ?sta lavorando in silenzio e sottotraccia per una soluzione che si sta avvicinando?
ECONOMIA E LAVORO – Vegetazione incolta, la strada di accesso mezza ostruita, la struttura metallica che mostra alcuni segni di ruggine. E poi l’atmosfera. Anche in una giornata di sole come quella del giorno dell’inaugurazione della sede di Bulgari, si respira l’aria del fallimento quando si passa a fianco di ExpoPiemonte, l’enorme struttura fieristica (peraltro ancora in buone condizioni all’interno) che dopo svariati tentativi di decollo sia ospitando le fiere del gioiello, sia aprendo le porte a manifestazioni di svariata natura comprese alcune enogastronomiche, ora giace abbandonata e quasi dimenticata. Investimento plurimilionario che avrebbe dovuto diventare il secondo polo fieristico del Piemonte, libro dei sogni di una Regione Piemonte che voleva fare concorrenza a una parte di Lombardia, ExpoPiemonte riassume il fallimento di un progetto e l’incapacità della pubblica amministrazione di gestire insediamenti complessi, che sono nati e hanno iniziato a muovere i primi passi quando l’economia globale stava già cambiando e che senza una gestione manageriale autentica sono ben presto naufragate.
