Open Data: la solitudine dei numeri primi
L'incontro pubblico organizzato per discutere di trasparenza e illustrare il percorso di liberazione dei primi dati aperti rilasciati dal Comune è andato sostanzialmente deserto, un peccato visto che, finalmente, qualcosa su questo fronte inizia a muoversi davvero
L'incontro pubblico organizzato per discutere di trasparenza e illustrare il percorso di liberazione dei primi dati aperti rilasciati dal Comune è andato sostanzialmente deserto, un peccato visto che, finalmente, qualcosa su questo fronte inizia a muoversi davvero
ALESSANDRIA – La sala Zandrino del Teatro Comunale è rimasta sostanzialmente vuota per tutte le due ore dell’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione di Palazzo Rosso per discutere della liberazione dei primi set di dati aperti, cioè disponibili alla consultazione e alla rielaborazione da parte di cittadini, aziende, giornalisti.
Presenti, oltre ai relatori, 4 o 5 addetti ai lavori e l’assessore al bilancio Giorgio Abonante. Assenti, per impegni dell’ultimo momento o perché invitati solamente a ridosso dell’incontro, perfino gli stessi membri del team Open Data che da anni “combattono” con tutte le resistenze della pubblica amministrazione per ottenere la liberazione sistematica dei dati. Nessun semplice cittadino presente, e perfino i giornalisti hanno disertato.
Un peccato, su cui forse sarebbe il caso di interrogarsi, visto che i temi della trasparenza, del data journalism, della data economy sono di grande attualità e spesso vengono usati per riempirsi la bocca.
Ad alternarsi sul palco sono intervenuti ieri, lunedì 13 marzo, l’assessore Mauro Cattaneo, il coordinatore del gruppo di innovazione tecnologica del comune Fabrizio Ferrari, l’agente di polizia municipale e amministratore del portale mappalatuacitta.it Mauro Di Gregorio e il Ceo di Synapta Federico Morando.
“Questo incontro si inserisce idealmente nella settimana dedicata alle amministrazioni pubbliche aperte e serve non solo per presentare i primi risultati ottenuti ma anche per raccontare le difficoltà che il gruppo di lavoro ha incontrato finora: la liberazione dei dati non è solamente un’occasione di maggior trasparenza verso i cittadini, ma anche uno strumento prezioso per razionalizzare l’organizzazione interna dell’Ente comunale e migliorarne i processi”. Il percorso, iniziato a maggio 2015 (ma discusso già a partire dal 2013) e divenuto realmente operativo a luglio 2016, per mano dall’allora assessore Matteo Ferraris, ha subito diversi stop tanto che, per ottenere l’effettiva liberazione dei set dei dati, la Giunta ha dovuto legare i premi di produttività dei dirigenti di Palazzo Rosso all’obiettivo periodico del rilascio di nuovi blocchi di informazioni. “In questi mesi – ha ricordato Fabrizio Ferrari – abbiamo anche svolto un importante lavoro di formazione interna per i dipendenti, sia offrendo pillole di aggiornamento informatico, per esempio toccando temi quali l’uso dell’email e la difesa dai virus, sia trattando il tema specifico degli open data, per esempio lavorando perché, sempre più, esista una corrispondenza fra i diversi database a disposizione dell’ente e sulla metodologia di raccolta e imputazione dei dati”.

Fra i primi dati liberati ci sono quelli realtivi alle alberature comunali, alle aree verdi cittadine, alle scuole comunali, al patrimonio immobiliare dell’Ente, ai passi carrai.
“A breve libereremo anche i dati sulla trasparenza, fra i quali ci saranno le delibera di giunta e del consiglio per l’anno 2016, oltre alle ordinanze temporanee e permanenti – ha spiegato Mauro Cattaneo – saranno il modello su cui basarci per andare a ritroso e liberare progressivamente tutti i dati relativi agli atti pubbici dell’Amministrazione degli ultimi 20 anni”.
Fra i dati di pubblica utilità, geolocalizzati, ci sono quelli relativi al taglio dell’erba, ai semafori, al posizionamento dei defibrillatori, ai servizi educativi 0-6 anni e alle aree attrezzate per far correre e giocare i cani in libertà. Se i dati alessandrini stentano a decollare, c’è però un fronte sul quale siamo un’eccellenza nazionale: è quello relativo alla mappatura online e geolocalizzata dei servizi accessibili per le persone diversamente abili, grazie al progetto “Vialibera” portato avanti da un apposito team.

Per ultimo Federico Morando, CEO di Synapta, ha mostrato un esempio concreto dei risultati che è possibile ottenere incrociando dati raccolti dalle pubbliche amministrazioni: sul portale Contrattipubblici.org è stato realizzato un servizio che consente di consultare open data con un dashboard che li renda più fruibili e di svolgere ricerche semantiche fra i contratti di appalto e di affido diretto fra pubbliche amministrazioni e aziende private. Quanti sono gli affidamenti diretti che una pubblica amministrazione pone in essere? Per quali categorie in particolare? Verso quali società? Tutte domande che, grazie al lavoro svolto da questo importante Spin Off, possono iniziare a trovare una risposta.