For.Al, perdita di esercizio e presidenza in discussione
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For.Al, perdita di esercizio e presidenza in discussione

Il centro dei formazione (quattro sedi in provincia) alle prese con un Bilancio difficile e il ricorso al fondo di riserva per riequilibrare i conti. Il “momento difficile” nella parole di Massimo Barbadoro, mentre è apertissima la corsa al rinnovo dei vertici

Il centro dei formazione (quattro sedi in provincia) alle prese con un Bilancio difficile e il ricorso al fondo di riserva per riequilibrare i conti. Il ?momento difficile? nella parole di Massimo Barbadoro, mentre è apertissima la corsa al rinnovo dei vertici

ECONOMIA E LAVORO – Una perdita di esercizio ripianata con le riserve e una gestione in affanno sono sbarcate sul web, infiammando il dibattito, con la politica che non è certo estranea a quanto sta avvenendo. Succede al For.Al, centro di formazione presente in provincia con i poli di Alessandria, Valenza, Casale e Novi Ligure. Nei giorni scorsi è andata in scena l’assemblea dei soci e a distanza di poco tempo ecco che Marco Melchiorre (già presidente del centro di formazione) scrive un post su Facebook in cui si legge di “perdite a tre cifre e ricorsi alla cassa integrazione, mentre si danno consulenze a pensionati regionali e politici”. Passaggio duro. Che si spiega politicamente con il fatto che si avvicina il momento del cambio al vertice del centro formativo presieduto da Nicola Tattoli. Il prossimo mese scade il mandato del consiglio di amministrazione e le grandi manovre sono ampiamente iniziate.

Il For.Al (la gestione è pubblico-privata, una formula consortile che oggi non appare più coerente con una economia e un mercato del lavoro lontanissimi da quella che era la realtà in cui il centro ha iniziato a operare) è guidato da un presidente indicato da uno dei Comuni sede del centro. La nomina ora spetta a Novi Ligure, ma sembra che di chiarezza sui nomi non ve ne sia ancora, con i valenzani e i casalesi messi un po’ di traverso. Quello che appare invece chiaro è l’andamento del conto economico, oggettivamente in difficoltà. “È vero, la criticità esiste un po’ a causa dell’andamento del mercato e delle sedi che funzionano in modo diverso, un po’ per il ritardo di erogazione dei fondi” conferma Massimo Barbadoro, consigliere di amministrazione uscente (“Non mi ripresento” dice). Poi riassume le voci più critiche: circa ottocentomila euro che devono arrivare dalla Regione e quasi quattrocentomila dalla Provincia. “Il conto economico – aggiunge – è stato tamponato con il ricorso alla riserva, ma le difficoltà esistono”. Alcuni soci privati hanno dato il via libera al Bilancio, conservano la quota consortile però dicono chiaramente che non sono pronti a iniettare risorse ulteriori o sostenere eventuali aumenti di capitale.

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