Centrodestra e centrosinistra all’insegna del ‘vogliamoci bene per forza’
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Centrodestra e centrosinistra all’insegna del ‘vogliamoci bene per forza’

Divisioni e tensioni interne non si contano: i coordinatori di Forza e Italia che puntualizzano e precisano le dichiarazioni di Fabbio, mentre sul fronte del Pd le irritazioni sono infine per il 'Patto per Alessandria' di Oria Trifoglio. Il voto del 2012 e quello possibile del 2017

Divisioni e tensioni interne non si contano: i coordinatori di Forza e Italia che puntualizzano e precisano le dichiarazioni di Fabbio, mentre sul fronte del Pd le irritazioni sono infine per il 'Patto per Alessandria' di Oria Trifoglio. Il voto del 2012 e quello possibile del 2017

ALESSANDRIA – Quello che è accaduto in casa di Forza Italia nei giorni scorsi è decisamente sintomatico di un malessere complessivo che segna la vita dei partiti, alle prese con personalismi e contraddizioni in buona misura irrisolte. Succede nella casa ‘azzurra’ dove il coordinatore regionale e quello provinciale, rispettivamente Gilberto Pichetto e Ugo Cavallera, precisano e puntualizzano rispetto alle “fasi di individuazione della candidatura di Gianfranco Cuttica di Revigliasco a sindaco di Alessandria per il centro-destra” ribadendo e confermando “il sostegno convinto e l’impegno del nostro partito, dei propri militanti e dei propri candidati a Consigliere comunale”. Non manca un passaggio su Antonio Maconi, “ persona stimata ed autorevole”, cui “era stata inizialmente rivolta una proposta di candidatura” che non è andata a buone in quanto è stata registrata “la sua indisponibilità alla luce delle condizioni esistenti”. Poi Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia hanno cercato di trovare “una comune candidatura a sindaco” per la quale “si è lavorato dapprima a livello alessandrino ove sono stati indicati validi nominativi da parte di queste forze politiche”, però “la difficoltà a scegliere il candidato comune in sede locale ha determinato lo spostamento della trattativa in sede regionale trattandosi anche di un capoluogo di provincia”. Così si arriva a Gianfranco Cuttica di Revigliasco, una scelta “che non sminuisce l’intesa stessa tra forze politiche che vogliono rilanciare lo sviluppo di Alessandria senza dimenticare che nei prossimi mesi sono previste le elezioni politiche nazionali e successivamente quelle regionali”. Peccato che, pur senza nominarlo, Pichetto e Cavallera abbiano scelto di rispondere così a Piercarlo Fabbio, ex sindaco di Alessandria, che in una serie di dichiarazioni rilasciate a una testata locale ha di fatto quasi smantellato la candidatura di Cuttica di Revigliasco, rilanciando un ruolo di Maconi anche come ideatore del ‘quarto polo’ di Felice Borgoglio e dando una serie di pagelle ai candidati. Una uscita che ha evidentemente fatto arrabbiare molti esponenti di Forza Italia anche perché più di uno ha chiesto ai dirigenti “su che base e a che titolo Fabbio abbia parlato alla luce degli accordi politici fra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia”.

In casa del Partito democratico le cose non vanno molto diversamente. Con la candidatura di Oria Trifoglio che ha provocato prima tensioni molto forti e poi aperto ferite in un tessuto già provato da mesi di tensioni. Chi è vicino a Rita Rossa parla di un momento di particolare difficoltà perché sembra che la discesa in campo dell’ex vicesindaco possa drenare i voti delle aree moderate del Pd e di quel centrodestra un cui affonda una lontana radice politica. Un centrodestra verso il quale lo stesso Borgoglio ha lanciato una campagna acquisti dopo avere raccolto consensi nel centrosinistra. Mentre liste civiche di varia natura e dalla collocazione incerta hanno preso corpo e altre siano sul punto di farlo (da Cesare Miraglia a Emanuele Locci, pronto per la sua lista civica, passando per Giovanni Barosini), la coalizione del ‘Patto per Alessandria’ di Oria Trifoglio al momento non ha pubblicamente sciolto il dilemma del cosa fare in occasione del ballottaggio. Ovvero, nel caso in cui non andasse al secondo turno, ma fosse in ballo la scelta fra Rita Rossa e un altro candidato, quale sarà la scelta del ‘quarto polo’? Ufficiosamente, al termine della serata di presentazione del candidato a sindaco, diversi dei presenti ha manifestato la netta opposizione a un appoggio al sindaco uscente. Ma una netta presa di posizione finora non c’è stata, nonostante il progressivo coinvolgimento di settori della società alessandrina e di personaggi come Gabriella D’Amico, medico, oltre a una parte del mondo dell’associazionismo.

Mentre il Movimento 5 Stelle procede ovviamente per conto suo, iniziano le prime valutazioni rispetto agli ipotetici scenari del voto. Che appaiono un po’ diversi dal 2012. Allora al primo turno Rita Rossa raccolse 17.000 consensi, Piercarlo Fabbio 7.900, Angelo Malerba (M5S) 5.200, Giovanni Barosini 3.500, Roberto Sarti (Lega) 2.500, mentre gli altri sette candidati hanno chiuso con un voto che è oscillata fra 980 a 744 voti. E con la lista di Felice Borgoglio, TuAlessandria tua, che ha raccolto 852 consensi (1,97 per cento) con Luisella Daziano candidata a sindaco. Oggi c’è chi osserva che se è questo il peso elettorale, allora Oria Trifoglio ha poche possibilità, anche solo di poter contare qualcosa. La differenza fra la presentazione di Luisella Daziano di cinque anni fa e di Oria Trifoglio, la scorsa settimana, è stata però abissale. Così come la visibilità del candidato. Il Movimento 5 Stelle non ha Malerba, ma Michelangelo Serra (volto ancora poco noto, ma dalle radici alessandrine) e un clima politico nazionale decisamente cambiato. Poi c’è il centrodestra in cui i mal di pancia sono evidenti, ma che vede in campo un candidato come Cuttica di Revigliasco dal profilo moderato. Infine il numero di candidati dovrebbe essere inferiore al 2012, un altro fattore (meno frammentazione e maggiore concentrazione sulle forze politiche in campo), insieme alla data del voto, destinato a pesare (quanto?) sull’affluenza alle urne.  

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