Carceri, “la situazione resta drammatica, con questi numeri non garantiamo la sicurezza”
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Carceri, “la situazione resta drammatica, con questi numeri non garantiamo la sicurezza”

I sindacati di polizia penitenziaria chiedono aiuto alle istituzione: "con questi numeri non riusciamo a garantire la sicurezza all'interno e all'esterno delle carceri"

I sindacati di polizia penitenziaria chiedono aiuto alle istituzione: "con questi numeri non riusciamo a garantire la sicurezza all'interno e all'esterno delle carceri"

ALESSANDRIA – Lo sciopero della mensa, durato più di un mese, è finito. Ma la situazione all’interno delle carceri alessandrine Cantiello e Gaeta e San Michele, unificate dallo scorso gennaio, resta “allarmante”. A dirlo sono ancora una volta irappresentanti sindacali delle guardie carcerarie: “Siamo sotto organico e sottoposti a turni di 16 ore”. Uno stress da lavoro che ha portato in quattro mesi trentatre casi di malattia causata da ansia e, nel giro di dueanni “a quindi casi di attacchi cardiaci”.
Lo hanno fatto presnte Silvestro Digirolamo del Sappe, Pino Cataldo di Osap, Andrea Mancaiello di Uspp e Saverio Panaris di Cgil nel corso della commissione Politiche per la Sicurezza del comune di Alessandria. “Con queste forze, dicono, non riusciamo a garantire la sicurezza all’interno e all’esterno del carcere“, dicono.
La dotazione organica dipende però dal Ministero di Grazia e Giustizia.E’ per questo che i sindacati chiedono alla politica di appoggiare le loro richieste. Il comune di Alessandria lo farà, in prima battuta, attraverso una lettera e, a breve, con l’approvazione di un ordine del giorno, si spera approvato all’unanimità, come ha suggerito il consigliere comunale Francesco Di Salvo. 
Anche perchè, annunciano già i sindacati “da aprile ad agosto, quando in personale ruoterà per le ferie, sarà sempre più difficile operare per la sicurezza della città”. 
Cataldo e Mancaiello fanno presente come “il carcere non sia una realtà avulsa dalla città”. 

“Ci sono, ad esempio, quaranta detenuti che ogni giorni prestano servizio volontario per le strade della città insieme agli operatori Amag, in forza di una convenzione siglata con l’amministrazione comunale e l’azienda di raccolta rifiuti. Un’iniziativa lodevole, che appoggiamo, ma non riusciamo a garantire la sorveglianza dei detenuti in servizio per quattro ore in strada”. A vigilare sui detenuti in regime di semilibertà ci sono i tutor di Amag Ambiente, in base alla convenzione.
Però, “in caso di un tentativo di evasione, non esiste neppure un piano di sicurezza per la città“, fa presente il consigliere comunale Maurizio Sciaudone che, nel mese di gennaio, aveva presentato un ordine del giorno da sottoporre all’attenzione del Consiglio Comunale. Il documento è ancora fermo nei cassrtti.
Ora, dopo l’allarme lanciato in commissione, “sarà messo in discussione a breve”, assicura l’assessore Marica Barrera, presente alla discussione. I temi messi sul tavolo da Sciaudone sono anche altri: “i detenuti accompagnati in ospedale per visite mediche o al pronto soccorso restano per ore in sala d’attesa. Una situazione che crea imbarazzo a tutti. Su questo fronte, come su quello dell’illuminazione all’esterno del carcere, l’amministrazione può intervenire”, sostiene il consigliere comunale.
Piena solidarietà ai colleghi della polizia penitenziaria da parte del comnandate vicario di polizia municipale Alberto Bassani: “anche il nostro corpo è sotto organico di circa settanta unità e i nostri compiti spaziano dal controllo della viabilità alle azioni anti accattonaggio. Svolgiamo anche servizio presso lo stadio, ma a noi non è concessa l’indennità per l’ordine pubblico”. 
Collaborazione e coordinamento diventano, allora, una necessità.

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