Borsalino, adesso la preoccupazione aumenta
Sindacati e lavoratori in assemblea per fare il punto, ma la soluzione per ora non arriva e nonostante la buon volontà del consiglio di amministrazione e di Philippe Camperio potrebbe arrivare una svolta diversa rispetto a un nuovo concordato preventivo
Sindacati e lavoratori in assemblea per fare il punto, ma la soluzione per ora non arriva e nonostante la buon volontà del consiglio di amministrazione e di Philippe Camperio potrebbe arrivare una svolta diversa rispetto a un nuovo concordato preventivo
ECONOMIA E LAVORO – Acque agitate in casa della Borsalino. La preoccupazione aumenta perché nonostante l’impegno delle due parti, c’è una crescente incertezza legata alle decisioni del giudice. Ieri mattina le organizzazioni sindacali hanno riunito i lavoratori in assemblea e hanno aggiornato i dipendenti dello storico cappellificio su una evoluzione che in realtà per ora non sta andando del tutto come dovrebbe. La deadline è il 31 maggio, quando scade l’affitto del ramo di azienda da parte della Haeres Equita di Philippe Camperio, l’imprenditore italo-svizzero che è sceso in campo per salvare e rilanciare la Borsalino investendo fior di quattrini. Ha saldato conti con l’Agenzia delle Entrate per debiti non suoi, ha pagato stipendi e rispettato le scadenze contrattuali oltre a quelle pregresse, ha investito in un nuovo macchinario. Ma adesso comincia a essere seriamente preoccupato. Sia lui con la Haeres Equita, sia il consiglio di amministrazione composto da Saverio Canepa, Raffaele Grimaldi e Marco Moccia hanno lavorato per un nuovo concordato preventivo, rispetto al quale, però, le decisioni del giudice potrebbero anche stravolgere tutto quanto, magari con una gara competitiva fra più soggetti che rientra nelle eventualità previste dal nuovo rito. In questo caso potrebbe arrivare una manifestazione di interesse che mettendo sul piatto risorse sufficienti per saldare i creditori, chiuderebbe i conti con il passato, rilevando il marchio.
“Siamo molto preoccupati” dice Elio Bricola della Uiltec Uil. Il fatto che sia stato pagato ai lavoratori in pregresso che attendevano da un po’ di tempo non è, da solo, un motivo di soddisfazione. “Se ci fosse un nuovo concordato avremmo davanti almeno diciotto mesi di certezze” aggiunge. Senza contare che finora Philippe Camperio non ci ha solo creduto, ma anzi ha investito sul serio. “L’obiettivo – sottolinea Bricola – è definire un concordato che garantisca il futuro occupazionale e produttivo e nello stesso tempo i creditori. La procedura che è stata respinta garantiva mediamente al 33,5 per cento i creditori e non mancavano punte del quaranta per cento. Oggi quelle percentuali potrebbero essere un po’ più basse alla luce delle spese sostenute. La proprietà della Borsalino non dovrebbe avere interessi in gioco, se non quello di uscire da questa fase critica in cui non mancano tutti i problemi legati agli intrecci societari con l’universo che faceva capo a Marenco”. Marco Marenco (imputato per maxi bancarotta fraudolenta) a un certo punto dell’attività di finanziere acquista la Borsalino che finisce coinvolta quando crolla l’impero di Marenco, causando danni complessivi per oltre tre miliardi di euro per debiti non pagati con le banche e imposte e accise non versate all’Erario. Il suo è stato definito uno dei più ingenti fallimenti della storia industriale e finanziaria italiana.
L’attuale consiglio di amministrazione non ha interesse diretto e immediato a un fallimento, mentre l’obiettivo di Camperio è quello di continuare nell’impresa. Infatti per uscire, senza fallire, da questo tunnel, Saverio Canepa, Raffaele Grimaldi e Marco Moccia, arrivati alla guida della storica azienda dalle radici alessandrine (lo stabilimento è nella zona industriale D5 di Spinetta Marengo) aveva optato per il concordato preventivo. Poi è arrivato sulla scena Camperio che ha fondato la società Haeres Equita (sede legale a Valenza, nello studio del commercialista Carlo Frascarolo) e ottenuto, nel marzo dell’anno scorso, l’affidamento, da parte del Tribunale di Alessandria, del ramo di azienda in cui ha investito milioni, acquistato un nuovo macchinario e assunto sei persone. Nel periodo di gestione di Camperio (il suo impegno è stato riconosciuto anche da Confindustria Alessandria) la Borsalino ha registrato un incremento del fatturato (più venti per cento rispetto ai quindici milioni di euro del 2015) e un consolidamento sui mercati internazionali. Però tanto non è bastato, al punto che il giudice fallimentare Caterina Santinello ha deciso la revoca della procedura.