Aree golenali, senza revisione del piano regolatore poche soluzioni per gli alluvionati
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Aree golenali, senza revisione del piano regolatore poche soluzioni per gli alluvionati

Il comitato “Oltre il fango” ha incontrato il sindaco Rossa insieme al direttore di Aipo Condorelli. I tempi per la rilocalizzazione si allungano: occorre prima una revisione del piano regolatore. "Possiamo ristrutturare se vogliamo, ma a spese nostre e senza possibilità di contributi"

Il comitato ?Oltre il fango? ha incontrato il sindaco Rossa insieme al direttore di Aipo Condorelli. I tempi per la rilocalizzazione si allungano: occorre prima una revisione del piano regolatore. "Possiamo ristrutturare se vogliamo, ma a spese nostre e senza possibilità di contributi"

ALESSANDRIA – Non sono per nulla sollevati gli abitanti delle aree alluvionate che durante l’evento dello scorso novembre hanno subito ancora una volta la furia delle acque. Per ora non sono previsti risarcimenti da parte dello Stato o dalla Regione. Resta la speranza della “rilocalizzazione”, ossia dell’esproprio indennizzato delle case e terreni in zone golenali, ma per arrivarci occorre prima una revisione del piano regolatore, con i tempi “biblici” dell’approvazione.
Gli alluvionati, che si sono costituiti in un comitato dal nome “Oltre il fango” hanno incontrato nei giorni scorsi in sindaco Rita Rossa, il capo settore del Comune Marco Neri e il direttore di Aipo Carlo Condorelli. Ci saranno nuovi incontri, a breve, ma i tempi per arrivare ad una soluzione si allungano. Condorelli ha infatti spiegato loro che le aree alluvionate, dopo la realizzazione degli argini, a seguito della tragedia del 1994, sono state dichiarate aree golenali. Ma per potere procedere con gli espropri indennizzati e dare la possibilità ai proprietari di spostarsi, occorre prima una variante generale al piano regolatore e ci vorranno almeno due annidi tempo.”Perchè in 20 anni non è mai stata fatta?”, si chiede il Comitato. Sarebbe già un primo passo la dichiarazione di inagibilità, che però è stata “rifatta due volte”, dice un membro del comitato. Dovrebbero arrivare, però, nel giro di 15 giorni, assicurano dal comune.
I cittadini chiedono anche di sapere come sono stati spesi i fondi, dai 100 ai 200 mila euro, per gli alluvionati.
“Non si può dragare il fiume – spiega ancora il comitato – e se volessimo costruire difese spondali, dovremmo farlo a spese nostre. Possiamo ristrutturare, ma sempre a spese nostre e senza possibilità di richiedere danni poiché i 5 milioni di euro stanziati con lo stato di calamità sono esclusivamente per le opere pubbliche. Intanto alcuni di noi sono stati alluvionati più volte, ma hanno sempre pagato regolarmente le tasse. I 35 cm di margine all’esondazione del novembre scorso non sono assolutamente sufficienti x garantire la sicurezza della città nei futuri eventi di piena Intanto la nostra vita è rovinata”.
Il sindaco ha comunque promesso l’apertura di un tavolo tecnico per verificare tutte le questioni.
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