Ospedale e Irccs, la nuova svolta
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Ospedale e Irccs, la nuova svolta

Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno presentato da Roberto Sarti. Un passaggio formale che però è molto più concreto di quanto possa apparire. La nuova frontiera della sanità, insieme all'Ateneo

Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno presentato da Roberto Sarti. Un passaggio formale che però è molto più concreto di quanto possa apparire. La nuova frontiera della sanità, insieme all'Ateneo

SANITA’ – Quello arrivato, all’unanimità, dal Consiglio comunale di Alessandria non è solo un via libera formale, bensì rappresenta una svolta netta verso una sanità di ricerca e sviluppo che non deve certo fare dimenticare i problemi quotidiani, ma che apre nello stesso tempo scenari di crescita finora mai nemmeno presi in considerazione. L’assemblea consiliare di Palazzo Rosso ha approvato un atto che impegna “sindaco e Giunta a farsi parte attiva in tutte le sedi competenti, a partire dall’assessorato regionale alla Sanità, perché sia supportato il percorso di riconoscimento in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (per patologie ambientali), dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria”. L’azienda ha, infatti, maturato negli anni “un’importante competenza sul mesotelioma, vera e propria emergenza del territorio con circa cinquanta nuovi casi all’anno, contro i 33 della media piemontese e i tre della nazionale”.

La nascita di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) permetterebbe “di individuare un modello assistenziale in cui si integrano la clinica, la ricerca, la didattica e la formazione, al fine di migliorare l’assistenza per neoplasie, come quella del mesotelioma, che per le nostre zone non possono essere definite rare. Negli ultimi cinque anni l’azienda ospedaliera alessandrina ha consolidato la tradizione scientifica divulgando nella comunità scientifica i risultati raccolti, messi a sistema e valorizzati nella struttura Formazione e Promozione Scientifica (il direttore è Antonio Maconi, ndr), e inseriti in linee di ricerca istituzionalizzate”, oltre a consolidati rapporti con l’Università del Piemonte Orientale. Questa attività è già stata riconosciuta dalle istituzioni pubbliche e dalla Regione Piemonte tanto che lo stesso assessore alla Sanità, Antonio Saitta ha manifestato interesse e condivisione a portare avanti, coinvolgendo il territorio di Casale Monferrato, un percorso di crescita per l’ospedale alessandrino ricordando che dopo la riforma della rete ospedaliera, il nosocomio è punto di riferimento per il Quadrante che comprende le province di Alessandria e Asti e una popolazione di oltre seicentomila abitanti.

L’ordine del giorno è stato presentato dal consigliere comunale Roberto Sarti, medico, che parla di “un giusto riconoscimento alla professionalità mediche e paramediche che pur tra mille difficoltà operano in quella struttura. È iniziato in percorso che adesso vede nella Regione Piemonte uno degli attori principali. Ci attendiamo una risposta positiva nei confronti di una iniziativa che va esclusivamente nell’interesse dei cittadini e che secondariamente migliora in maniera sensibile l’immagine della nostra città”. La giunta di Palazzo Rosso, con il sindaco, Rita Rossa, evidenzia “la prova di grande responsabilità da parte del Consiglio comunale. La nascita di un centro di ricerca scientifica su un argomento che ha profondamente e drammaticamente segnato la provincia di Alessandria permetterebbe di offrire cure d’avanguardia ai malati e un’assistenza estremamente qualificata. Non dimentichiamo che, se oggi molte patologie sono curabili, lo si deve alla ricerca. Il lavoro di questi anni, inoltre, ha fatto sì che vi siano ora le condizioni per rendere l’azienda ‘ospedale di insegnamento’ quale credibile interlocutore con le Università. In questo senso la nascita dell’Istituto di ricovero e cura carattere scientifico porrebbe solide basi per la nascita di una facoltà di Medicina e Chirurgia Alessandrina”. Facoltà che, ricordiamo, non esistono più dopo la riforma universitaria. Quello che potrebbe nascere, ma il percorso è comunque ancora lungo e coinvolge la Regione e un paio di Ministeri, è un corso di laurea in medicina.
Gli Irccs attualmente riconosciuti dal Ministero della Salute sono 49, di cui 21 di diritto pubblico e 28 di diritto privato. Se in Piemonte esiste un solo istituto con queste caratteristiche (a Candiolo), nella vicina Lombardia sono 27.

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