Acque agitate nel trasporto pubblico
Sindacati sul piede di guerra per fare inserire la clausola sociale, mentre l'assenza della proprietà all'incontro in Prefettura convocato in vista dello sciopero del 20 marzo ha riacceso gli animi
Sindacati sul piede di guerra per fare inserire la clausola sociale, mentre l'assenza della proprietà all'incontro in Prefettura convocato in vista dello sciopero del 20 marzo ha riacceso gli animi
ALESSANDRIA – Acque sempre agitate nel settore del trasporto pubblico locale alessandrino. Incontro in Prefettura, l’altro ieri, alla luce dello stato di agitazione, mai revocato, e di un nuovo sciopero, probabilmente previsto per il 20 marzo. Un incontro sollecitato dai sindacati del settore trasporto di Cgil, Cisl e Uil cui hanno partecipato il gruppo Amag e la società Amag Trasporti. Ma non la proprietà, ovvero il Comune di Alessandria. Un’assenza che ha scatenato le critiche delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori che hanno come obiettivo quello di fare inserire la clausola sociale nella gara di appalto per il servizio che vedrà la conclusione a fine mese, quando i lavoratori della fallita Atm rientreranno formalmente nella società per avviare subito dopo il processo di inserimento in quella che si sarà aggiudicata la gara. Ma le preoccupazioni di una ricaduta negativa sull’occupazione evidentemente stanno aumentando. E l’assenza di Palazzo Rosso al tavolo in Prefettura ha riacceso gli animi sul fronte di Amag Mobilità. “La Prefettura ci ha convocato – spiega Alessandro Porta della Uil – per via dell’annunciata astensione dal lavoro che formalizzeremo a breve. Il nostro impegno è teso a fare inserire la clausola sociale, come già avvenuto in passato. Non nascondiamo la preoccupazione e anche la critica all’assenza della proprietà all’incontro in Prefettura”.
Amag Mobilità è la società che attualmente gestisce il ramo d’azienda dell’Atm, in liquidazione, per la gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Chi si aggiudicherà la gara per l’acquisizione della maggioranza per le questioni straordinarie dovrà trovare un accordo con l’amministrazione pubblica. Ma è proprio la mano libera lasciata in mano alla nuova proprietà con il 51 per cento che sta preoccupando. Infatti le garanzie messe in campo dal Comune di Alessandria e dal gruppo Amag con l’amministratore delegato Mauro Bressan, e condivise dalle organizzazioni sindacali di categoria, reggono ancora per qualche settimana. Ma non oltre la fine del mese. Quando, con il 28 marzo, arriverà il giorno della gara che vale oltre quattro milioni e settecentomila euro cui si deve aggiungere un ulteriore mezzo milione di investimento minimo. C’è l’aspetto immobiliare (rappresentato, per esempio, dal parcheggio di via Parma per il quale sarebbe pronto anche un progetto di parziale ristrutturazione e recupero degli spazi) e quello legato al trasporto pubblico di area vasta.
Adesso le società interessate all’operazione hanno tempo fino al 15 marzo per rispondere. Poi arriverà la parola fine. Chi vincerà potrà farlo con una alleanza con Amag, oppure rilevando in modo autonomo la ‘vecchia’ Atm. L’unica certezze è che il 28 marzo i dipendenti dell’azienda di trasporto tornano in capo alla fallita Atm per avviare il passaggio, attraverso accordi individuali, alla nuova società. Il meccanismo è identico a quello seguito per il trasferimento dei lavoratori dall’Amiu ad Amag Ambiente, con il tfr (trattamento di fine rapporto) che resta ancora nella vecchia azienda e la ridefinizione della contrattualizzazione di secondo livello. E senza dimenticare che la dotazione organica la decide la nuova proprietà. Le garanzie sull’occupazione assicurate da Amag e Comune di Alessandria a quel punto sono finite. Le manifestazioni di interesse sono arrivate da Line di Pavia, Bus company di Saluzzo, Arfea di Alessandria, Gtt di Torino, Tper dell’Emilia Romagna (società a totale controllo pubblico (opera storicamente nelle province di Bologna e Ferrara e ha progressivamente espanso le acquisizioni societarie in aziende di trasporto di Rimini, Reggio Emilia, Modena e Piacenza) e Busitalia, società controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato che ha avviato una campagna di espansione nel settore del trasporto su gomma. A parte chi ha deciso di aderire ma sapendo di non avere la forza economica o l’interesse diretto di mercato, non manca chi invece potrebbe avere un serio interesse di business. Forse Tper, ma ancora di più Busitalia paiono le papabili. Però a quali condizioni, a partire da quelle occupazionali?
