Cittadella: oggi la firma del protocollo. E su piazza Gobetti…
Il sindaco a Roma per la firma del protocollo sulla fortezza insieme a Ministero e Sovrintendenza, vertice dal quale potrebbero uscire anche le indicazioni di spesa circa i primi fondi messi a disposizione. Intanto dal Comune emerge l'obiettivo di tornare a ragionare di un grande progetti di riqualificazione per tutto il lungo fiume
Il sindaco a Roma per la firma del protocollo sulla fortezza insieme a Ministero e Sovrintendenza, vertice dal quale potrebbero uscire anche le indicazioni di spesa circa i primi fondi messi a disposizione. Intanto dal Comune emerge l'obiettivo di tornare a ragionare di un grande progetti di riqualificazione per tutto il lungo fiume
ALESSANDRIA – Salvo sorprese dell’ultimo momento la firma del protocollo sulla gestione della Cittadella dovrebbe avvenire questa mattina, mercoledì 1 marzo, a Roma. Dall’incontro, al di là dell’atto formale della sottoscrizione dell’accordo con la Sovraintendenza e il Ministero sul futuro della fortezza cittadina, potrebbero emergere anche le prime indicazioni concrete sull’utilizzo del milione di euro stanziato per quest’anno, presumibilmente dedicato alla messa in sicurezza dei tetti (e forse ai primi interventi sui fossati).
Mentre il gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico di Torino prosegue i sopralluoghi in Cittadella per definire una proposta di piano organico d’interventi, Palazzo Rosso, per voce dell’assessore all’urbanistica Marcello Ferralasco, rilancia l’idea di un grande piano di riqualificazione di tutta l’area del lungofiume e della zona adiacente a piazza Gobetti, sebbene per ora si tratti più di un sogno che di un progetto concreto da mettere in campo.
“Gli interventi che nei prossimi anni riqualificheranno la Cittadella – spiega l’assessore Ferralasco – chiamano naturalmente una riflessione su ciò che la circonda e la collega al resto della città. Sarebbe interessante riuscire a sviluppare un vero e proprio piano urbanistico, organizzato per distretti, che si occupi di pianificare gli interventi in città, fissando obiettivi organici e correlati fra loro invece che assommare semplicemente una serie di lavori estemporanei”.

Secondo l’assessore un intervento complessivo dovrebbe però essere legato a un investimento ingente nella progettazione, rivolgendosi a professionalità di primo piano: “è chiaro che fino ad oggi non c’è stata la possibilità di sviluppare un ragionamento di questo tipo. Senza una progettazione di qualità è difficile pensare di poter accedere a fondi, anche di carattere europeo, che pure ci sono. La chiave potrebbe essere quella di intercettare risorse coniungando riqualificazione e risparmio energetico, per esempio studiando incappottamenti capaci di far cambiare pelle ai palazzi, donando loro un aspetto completamente differente rispetto a quello attuale. Ma diciamo che gli interventi dovrebbero essere complessivi, interessando tanto piazza Gobetti quanto tutta l’asta del lungofiume, sia dal lato di Borgo Cittadella che il quartiere piscina, tra lo spalto e il lungotanaro”.

“In realtà si tratterebbe di proseguire il lavoro, che per il Pisu è stato più legato ad aspetti di tipo infrastrutturale. Può piacere o meno, ma si trattava di interventi importanti, che ora potrebbero trovare ulteriore valorizzazione spostando l’attenzione su aspetti di tipo urbanistico e su interventi che coinvolgano i manufatti, ovviamente in accordo con gli abitanti, anche perché se si studiasse un sistema di incentivi alla riqualificazione sarebbe fondamentale coinvolgere i cittadini e i proprietari degli appartamenti. L’opera di rilancio potrebbe trovare una sponda nei finanziamenti europei programmati per il periodo 2014-2020, e potrebbe essere l’occasione per affrontare in maniera organica anche il rapporto fra la città e il Tanaro, tema di cui si parla da tempo ma senza organicità”.
Difficile, in ogni caso, vedere la realizzazione di un nuovo parcheggio in piazza Gobetti: “sebbene gli studi della società Trt sembra indichino che non ci siano le ragioni per realizzare una nuova area di sosta, è immaginabile che se lì ci fosse un parcheggio a un piano, da circa 400 posti, verrebbe utilizzato. Il punto però è quello di riuscire a realizzare un’opera che si possa armonizzare con il ponte, il che richiede una progettazione di grande qualità. Ad oggi sarebbe probabilmente troppo costoso realizzare un progetto di quel tipo per i benefici che poi potrebbe dare”.