Il latte potrebbe restare alessandrino?
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Il latte potrebbe restare alessandrino?

Domani l'apertura delle buste. Nella sede della Centrale di viale Massobrio c'è chi si dice convinto che siano positive le risposte dei soci circa l’esercizio del diritto di prelazione sulle quote messe in vendita. In questo caso, la Centrale Latte d'Italia resterebbe a bocca asciutta

Domani l'apertura delle buste. Nella sede della Centrale di viale Massobrio c'è chi si dice convinto che siano positive le risposte dei soci circa l?esercizio del diritto di prelazione sulle quote messe in vendita. In questo caso, la Centrale Latte d'Italia resterebbe a bocca asciutta

ECONOMIA E LAVORO – Latte torinese o alessandrino? La risposta arriverà domani, alle 18, quando il contenuto delle buste inviate al Comitato esecutivo della Centrale del latte di Alessandria verrà illustrato agli organi sociali della società presieduta da Filippo Zaio. E proprio il Comitato esecutivo le aprirà, prima delle 18, per illustrare in modo articolato il possibile futuro assetto dell’azienda. Le bocche sono cucite, ma nella sede di viale Massobrio c’è chi si dice convinto che siano positive le risposte dei soci rimanenti circa l’esercizio del diritto di prelazione loro riservato sulle quote messe in vendita alla fine del 2016 dai soci Brezzi, Guglielmero, Audrito e Cazzulo. E che possano coprire interamente la quota messa in vendita (51 euro ad azione) per un totale pari al 34 per cento del capitale. Le buste contengono le offerte di prelazione da parte degli altri associati che erano nelle condizioni di esercitare il diritto a comprare allo stesso prezzo. Se troveranno conferma le indiscrezioni, la prelazione potrebbe essere stata esercitata su tutto il pacchetto e quindi l’offerta di acquisizione della Centrale Latte d’Italia verrebbe respinta al mittente. In caso contrario i torinesi potrebbero acquisire alcune quote.

“Riteniamo comunque che emerga dalla vicenda – si legge su una nota diffusa dalla Centrale del latte di Alessandria – una concreta conferma del valore del lavoro compiuto in questi anni da tutti gli attori della complessa filiera di cui la Centrale è espressione, conferma testimoniata innanzitutto dalle prese di posizione dei soci a difesa del patrimonio economico e sociale costituito dall’azienda, a partire dalle istituzioni locali, oltre che dalla stessa offerta d’acquisto avanzata da Centrale Latte d’Italia e dall’attenzione dimostrata da tutti i portatori d’interesse dei territori in cui opera la Centrale del Latte di Alessandria e Asti”.

Nell’arco di un paio di mesi l’intero assetto della società sarà destinato a cambiare. Infatti ai soci che se ne andranno potrebbero subentrarne altri, mentre anche il vertice del Centro cooperativo raccolta latte è cambiato con la sostituzione alla presidenza di Romano Brezzi con Francesca Capra della Pederbona, azienda che è il secondo azionista della Centrale del latte di Alessandria con una quota superiore al ventuno per cento. Per il momento il Consiglio potrebbe rimanere a quota sei membri prima di procedere al riassetto che prevederà anche il rinnovo della presidenza che scade a metà anno.

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