Se fa del male “non è amore”
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
15 Febbraio 2017
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Se fa del male “non è amore”

Nel giorno di San Valentino la Polizia di Stato, insieme alle associazioni ed istituzioni attive nella lotta contro la violenza di genere, è scesa in piazza per aiutare le donne. In Provincia, nel 2016, sono 140 le donne che hanno chiesto aiuto

Nel giorno di San Valentino la Polizia di Stato, insieme alle associazioni ed istituzioni attive nella lotta contro la violenza di genere, è scesa in piazza per aiutare le donne. In Provincia, nel 2016, sono 140 le donne che hanno chiesto aiuto

ALESSANDRIA – “Se ti ricatta, non è amore. Se minaccia te o i tuoi figli, non è amore. Se ti isola, umilia, offende, non è amore“. Nel giorno di San Valentino, in cui tutto il mondo celebra l’amore, la Polizia di Stato ha scelto di stare vicina alle donne con la campagna “…questo non è amore” che prevede in tutte le province italiane camper, pullman, gazebo e altri momenti d’incontro volti a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati, in prevalenza composta di donne e formata da personale di Polizia specializzato, da medici, psicologi e da rappresentanti dei centri antiviolenza. Gli gli agenti della Questura di Alessandria ieri, in piazzetta della Lega, insieme agli operatori del centro antoviolenza Medea, del consorzio Cissaca e e dello studio di psicologhe “360” hanno fornito informazioni, dati ed hanno diffuso il messaggio che la Polizia sta divulgando a livello nazionale.

“In provincia non c’è una situazione di vero e proprio allarme sociale – dice l’ispettore capo Enrico Pallavicino – ma il fenomeno è presente. Esiste una rete di assistenza consolidata grazie alla quale riusciamo ad intervenite e a risolvere situazioni a rischio”.

Il polso della situazione lo ha l’associazione Medea. Dal 2009, quando si è costituito il gruppo di lavoro ad oggi, sono circa un migliaio le donne che si sono rivolte al centro. Nell’ultimo anno i casi sono stati 140. “La maggior parte delle donne hanno un’età compresa fra i 35 e i 44 anni, che possiede un diploma o una laurea, che è occupata e coniugata e che chiede di raccontare la sua esperienza senza essere giudicata. – dice Chiara Pretato – Tutti dati che abbattono la prima falsa credenza, quella che tratteggia una donna vittima che è straniera e con un basso livello di istruzione”.
I dati a livello nazionale sono allarmanti: Ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.
Questi più in dettaglio i dati di tutte le forze di polizia:

  • gli omicidi di donne in ambito familiare sono stati 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016;
  • gli atti persecutori (circa il 76% in danno delle donne) 12.446 nel 2014, 11.758 nel 2015, 11.400 nel 2016;
  • i maltrattamenti in famiglia (circa l’81% in danno delle donne) 13.261 nel 2014, 12.890 nel 2015, 12.829 nel 2016;
  • le percosse (circa il 46% in danno delle donne) 15.285 nel 2014, 15.249 nel 2015, 13.146 nel 2016;
  • le violenze sessuali (oltre il 90% in danno delle donne) 4257 nel 2014, 4000 nel 2015, 3759 nel 2016.

Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.
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