Gli alluvionati: “noi, dimenticati” e costituiscono un comitato
Gli abitanti delle zone allagate nell'alluvione del novembre 2016 si costituiranno in un comitato per un'azione comune verso le istituzioni. In questi giorni stanno arrivando le prime dichiarazioni di inagibilità delle case in aree golenali, ma intanto le tasse continuiamo a pagarle. Si fa avanti l'ipotesi di una delocalizzazione. Ma ad Alessandria non è stato riconosciuto lo stato di calamità dal Governo
Gli abitanti delle zone allagate nell'alluvione del novembre 2016 si costituiranno in un comitato per un'azione comune verso le istituzioni. In questi giorni stanno arrivando le prime dichiarazioni di inagibilità delle case in aree golenali, ?ma intanto le tasse continuiamo a pagarle?. Si fa avanti l'ipotesi di una delocalizzazione. Ma ad Alessandria non è stato riconosciuto lo stato di calamità dal Governo
ALESSANDRIA – Si sono riuniti non tanto per protestare, ma soprattutto per capire “a che punto sono” gli abitanti alessandrini delle aree alluvionate lo scorso novembre. Si tratta di aziende ed abitazioni situate in gran parte in aree golenali e che ora attendono la dichiarazione di inagibilità da parte del comune di Alessandria. Paradossalmente, l’inagibilità sarebbe un primo passo per decidere, poi, quale strada prendere: tentare di chiedere un risarcimento, abbandonare casa e terra, delocalizzare.. Si è fatta strada, infatti, l’ipotesi già attuata in altre province, come Parma, dove le case sorte in aree esondabili sono state demolite a carico del Comune e della Regione mentre ai residenti sono stati concessi incentivi o finanziamenti per l’acquisto di nuove abitazioni.
Una messa in sicurezza definitiva di quelle aree sarebbe auspicabile, ma impraticabile per mancanza di risorse. Eppure i permessi per costruire furono rilasciati (almeno si presume). E, in ogni caso, le utenze dei residenti erano registrate quindi non si tratta di cittadini “invisibili”.
C’è un’altra nota dolente: Alessandria, al momento, è ancora fuori dalla lista delle città per le quali è stato dichiarato lo stato di calamità. Se ne è parlato ieri in Regione, durante i lavori del Consiglio,
Il consigliere Walter Ottria ha infatti proposto all’aula alcune modifiche sostanziali:
«Ho ricordato ai colleghi – è il commento del consigliere Pd – come sia fondamentale che il Governo, al più presto, estenda lo stato di calamità naturale anche alla province di Alessandria ed Asti, massicciamente colpite dalle piene autunnali e che ad ora non sono interessate dal provvedimento».
«In questo senso – prosegue Ottria –, questo riconoscimento è il primo atto che la Regione deve sollecitare al Governo, successivamente è necessario insistere nel sollecitare quelle risorse necessarie perché si possa far fronte agli ingenti danni al nostro patrimonio ambientale, ai beni pubblici e a quelli privati».
«L’occasione è stata utile per ribadire ancora una volta – conclude Ottria – come sia fondamentale prendersi cura del territorio. Riparare i danni e prevenirli. A questo proposito ho rivendicato la necessità di utilizzare i fondi PAR FSC (fondo europeo per lo sviluppo territoriale) in buona parte per questi scopi».
L’atto è stato votato all’unanimità dall’aula e impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo per un maggiore impegno economico a favore delle zone alluvionate con l’inserimento formale tra queste delle Province di Alessandria ed Asti, e a stanziare sul bilancio regionale adeguate risorse per un efficace sistema di prevenzione del rischio idrogeologico su tutto il Piemonte attraverso i finanziamenti PAR FSC.
