Ospedale e Irccs, la nuova frontiera della cura
Un ordine del giorno del consigliere Roberto Sarti rilancia il progetto di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per l'azienda ospedaliera di Alessandria
Un ordine del giorno del consigliere Roberto Sarti rilancia il progetto di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per l'azienda ospedaliera di Alessandria
ALESSANDRIA – La discussione è avvenuta quasi per caso, durante la seduta di una Commissione consiliare. Poi il tema è stato rilanciato in più occasioni, il dibattito si è esteso, il confronto anche. E il risultato è che viene riproposto ora all’interno dell’amministrazione comunale con un ordine del giorno presentato da Roberto Sarti, presidente del gruppo consiliare Lega Nord. La questione, aperta da un po’ di tempo però poco dibattuta (sbagliando valutazione in relazione all’opportunità che può rappresentare per lo sviluppo del territorio) al di fuori di ristretti ambienti di addetti ai lavori, è quella della possibilità di ottenere il riconoscimento di Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) da parte dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo) di Alessandria. Sarti, medico di professione, spiega che la presentazione del documento vuole dare iol via “a un percorso virtuoso che conduca al riconoscimento e qualificazione dell’ospedale come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Il territorio alessandrino – precisa – è particolarmente esposto a patologie, spesso tumorali, che hanno stretta connessione con la situazione di inquinamento ambientale. Un altro, non ultimo, fattore è che l’ospedale del capoluogo è un ‘Hub’, cioè una struttura di livello nazionale cui afferiscono oltre seicentomila persone visto che il Quadrante di riferimento è quello delle province di Alessandria e Asti”. Il consigliere comunale del Carroccio auspica che “l’ordine del giorno venga discusso al più presto in Consiglio comunale e venga approvato all’unanimità essendo una proposta che va nella direzione dello sviluppo e della rivalutazione di questo territorio”.
L’azienda ospedaliera negli ultimi cinque anni “ha consolidato – si legge sull’ordine del giorno – la tradizione scientifica, rinforzando nella comunità accademica e scientifica i risultati dei professionisti aziendali, raccolti, messi a sistema e adeguatamente valorizzati dalla struttura di Formazione e Promozione Scientifica (il responsabile è Antonio Maconi, ndr). In particolare l’azienda ospedaliera per rispondere al dramma che ha colpito il territorio casalese ha individuato come linea di ricerca quella dei tumori rari e del mesotelioma, per i quali sono stati realizzati numerosi studi clinici. Attività – precisa il documento – riconosciuta dalle istituzioni pubbliche e dalla Regione Piemonte tanto che lo stesso assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha manifestato interesse e condivisione nel portare avanti un percorso di crescita per l’azienda ospedaliera favorendo verso il riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico”.
Gli Irccs attualmente riconosciuti dal Ministero della Salute sono 49, di cui 21 di diritto pubblico e 28 di diritto privato. Se in Piemonte esiste un solo istituto con queste caratteristiche (a Candiolo), nella vicina Lombardia sono 27.