Malerba chiede i danni al Ministero della Giustizia
Nuovo processo, sempre per l'accusa di furto, e nuovo colpo di scena per Angelo Malerba che cita per danni il Ministero della Giustizia e chiede un risarcimento di 60 mila euro. Il giudice De Palma dovrà valutare se astenersi oppure andare avanti nei due procedimenti
Nuovo processo, sempre per l'accusa di furto, e nuovo colpo di scena per Angelo Malerba che cita per danni il Ministero della Giustizia e chiede un risarcimento di 60 mila euro. Il giudice De Palma dovrà valutare se ?astenersi? oppure andare avanti nei due procedimenti
ALESSANDRIA – Un processo per direttissima che dura da quasi un anno, un nuovo procedimento “stroncato” sul nascere. L’imputato è Angelo Malerba, ex capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale di Alessandria, oggi gruppo misto. L’accusa è sempre quella di furto. Anche il luogo del reato sarebbe il medesimo, la palestra Pianeta Sport di Alessandria. Il primo procedimento, quello di due banconote da 50 euro che costarono a Malerba l’arresto è ancora in corso; l’altro, relativo ad una mezza dozzina di furti, attribuiti dagli inquirenti sempre al consigliere, avrebbe dovuto iniziare ieri, davanti al giudice Giorgia De Palma.
Ma, ancora una volta, l’avvocato difensore Massimo Martinelli ha tirato fuori la carta che lascia a bocca aperta: in apertura di udienza, l’imputato, tramite il suo avvocato, ha depositato copia della citazione in giudizio per danni subiti dal giudice De Palma. La citazione è stata inviata la mattina stessa tramite posta elettronica certificata all’avvocatura di Stato di Torino, competente per territorio. C’è anche una quantificazione del danno che Malerba avrebbe subito a causa del procedimento giudiziario: 60 mila euro, comprensivi di danno d’immagine e danno psicologico.
Martinelli, per conto del suo assistito, tira in ballo il Ministero di Grazia e Giustizia, in qualità di “datore” di lavoro del giudice alessandrino De Palma, titolare dei procedimenti. Malerba asserisce, nella citazione, di aver subito un danno causato “dal comportamento dello stesso giudice durante l’udienza del 3 febbraio 2017”, durante la quale il magistrato ha acquisito agli atti, come prova, il filmato che “incastrerebbe” il Malerba, nonché la testimonianza di due carabinieri, pare inizialmente non coinvolti.
L’imputato ha sempre nutrito dubbi sulla regolarità della prova (erano autorizzate le telecamere nello spogliatoio della palestra?). Teme anche che “il filmato potrebbe essere stato manipolato»”, così come sostenne che erano “falsi” i verbali delle udienze precedenti.
Come conseguenza della citazione, Malerba ha quindi chiesto l’astensione del giudice dal procedimento. La dottoressa De Palma si è vista costretta a prendere tempo per valutare le novità processuali, rinviando l’udienza al 16 marzo. La decisione del giudice potrebbe però arrivare anche prima e l’avvocato Martinelli ha già annunciato l’ipotesi di una istanza di ricusazione presso la Corte d’Appello di Torino.