Mancano nuovi donatori, Alessandria non vuol finire come Marsala
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Mancano nuovi donatori, Alessandria non vuol finire come Marsala

Non c'è più l'autosufficienza in fatto di sacche di sangue, i donatori chiedono uno sforzo sopratutto ai giovani, pare poco generosi. Sabato 11 c'è un pubblico prelievo di sangue

Non c'è più l'autosufficienza in fatto di sacche di sangue, i donatori chiedono uno sforzo sopratutto ai giovani, pare poco generosi. Sabato 11 c'è un pubblico prelievo di sangue

ALESSANDRIA – Solo due sacche di sangue collezionate in una intera giornata di raccolta pubblica. Tra 80 mila abitanti l’Avis non ha trovato che un paio di donatori. Per fortuna non si tratta di Alessandria, anche se la città, solo per dimensioni, è come il nostro capoluogo. E’ successo a Marsala, ma la comparazione ha spaventato un po’ i volontari locali che stanno già vivendo un momento difficile di ‘ricambio generazionale’.

Francesco Galeone, già vicepresidente Avis, mette le mani avanti: “In provincia di Alessandria, fortunatamente, l’emergenza non è così grave, ma stiamo incominciando ad chiedere sangue altrove”. Il problema è il turn-over: nonostante Alessandria conti tremila donatori, sembra infatti che le nuove generazioni non siano così sensibili alla causa sanguigna. Se poi aggiungiamo che per una convenzione del Nord Italia migliaia di sacche di sangue vengono inviate in Sardegna per i talassemici, ecco che le riserve ematiche – da un paio d’anni – incominciano a ridursi. Siamo come Marsala? Assolutamente no, ma l’orgogliosa autosufficienza piemontese vacilla.

Sabato prossimo Avis Alessandria è pronta a ricevere nuovi donatori, dalle 8 alle 11,30, a digiuno. “La colazione la offriamo noi”.

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