Il cantiere procede, ma per i cappelli c’è ancora tempo
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Il cantiere procede, ma per i cappelli c’è ancora tempo

Lo spostamento della sala campioni Borsalino è ancora lontano. Nel palazzo che ospita il Digspes dell'Università del Piemonte Orientale prosegue la ristrutturazione, ma aumenta anche l'incertezza sul rispetto del cronoprogramma

Lo spostamento della sala campioni Borsalino è ancora lontano. Nel palazzo che ospita il Digspes dell'Università del Piemonte Orientale prosegue la ristrutturazione, ma aumenta anche l'incertezza sul rispetto del cronoprogramma

ALESSANDRIA – Il cantiere è aperto, gli operai lavorano, la ristrutturazione procede. Visto da fuori, lo spazio a piano terra di Palazzo Borsalino che dovrà ospitare il museo del cappello Borsalino con l’intera sala campioni (arredi compresi) che ancora si trova al primo piano sembra prendere forma. Ed è così, come confermano i vertici del Digspes (Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali). Per il Dipartimento (il direttore è Salvatore Rizzello) è vitale riuscire a ricavare nuovi spazi a Palazzo Borsalino visto che le mirabolanti promesse di nuove sedi formulate per anni dalle pubbliche amministrazioni (comunali e provinciali) sono svanite man mano nel nulla. Una necessità cresciuta con l’attivazione prima del corso di laurea in Economia e poi di quello di Lettere. Ma Palazzo Borsalino sarà davvero pronto per l’inizio dell’anno accademico 2017-2018 come era negli obiettivi del Dipartimento? Fosse solo per l’Università del Piemonte Orientale, sì. Ma c’è di mezzo il cantiere che invece è competenza del Comune di Alessandria. E qui la storia si complica.

Risale al 13 settembre scorso la determina dirigenziale comunale che ha affidato i lavori del primo lotto del ‘Museo del cappello Borsalino’. Le offerte erano state quattro e la migliore è arrivata da Casale Monferrato con il Consorzio edili affini monferrino (Ceam) che con un ribasso del 28,55 per cento si è aggiudicato l’intervento per il quale è stato fissato un impegno di spesa di 323.000 euro. La previsione era di sei mesi di lavoro. Il Comune ha subito scritto al Digspes di sgombrare i locali del passo carraio che si affaccia su corso Cento Cannoni in cui dovrà nascere la nuova area espositiva, ma intanto si sono profilati altri piccoli ostacoli, a cominciare da alcune barriere architettoniche da eliminare e modifiche all’interno del cortile per arrivare alle condizioni ideali per iniziare la ristrutturazione. E così il Dipartimento si priva di una sala dedicata agli studenti e di altri spazi, mentre solo un mese e mezzo dopo finalmente cominciano i lavori. Che per ora procedono, ma con quali prospettive?

L’assessorato comunale alla Cultura guidato da Vittoria Oneto lascia trapelare che una sorta di anteprima del museo potrebbe andare in scena ad aprile. Con cosa? In questi giorni il cantiere è ampiamente all’opera, ma una volta concluso l’intervento dovrà cominciare la seconda fase: smontare la Sala campioni, impacchettare tutto quanto (mobili e cappelli) sotto gli occhi della Soprintendenza e rimettere insieme il puzzle a piano terra. A seguire, l’allestimento del percorso, le dotazioni multimediali, il punto ristoro. Tutto fattibile fra oggi e aprile?

Intanto l’Ateneo segue con un po’ di apprensione l’evolversi della situazione. Una volta liberi gli spazi, dovrà infatti procedere ad aprire il cantiere per realizzare le nuove aule di cui ha bisogno. Non appena ci sarà una certezza dei tempi, partirà così la gara per l’assegnazione dell’appalto e si avvierà l’intero iter. Ma è sulla tempistica che pesa la maggiore incertezza. 

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