Alessandria vince con la ricerca e il migliore ‘prof’
Digspes e Disit sono usciti a testa alta al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Piemonte Orientale. Adesso la sfida più complessa: Alessandria, Novara e Vercelli devono ragionare come fossero tre quartieri di una sola città
Digspes e Disit sono usciti a testa alta al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Piemonte Orientale. Adesso la sfida più complessa: Alessandria, Novara e Vercelli devono ragionare come fossero tre quartieri di una sola città

Il fuori programma è stato rappresentato dall’appello, ripetuto anche in chiusura a sostegno di Ahmadreza Djalali, medico ricercatore iraniano che dal 2012 fa parte dello staff docente del Master Europeo in Medicina dei Disastri dell’Università del Piemonte Orientale e che è stato imprigionato per presunto spionaggio durante i suoi periodi di ricerca all’estero.
Dagli interventi dei sindaci sono emerse poche differenze rispetto alla volontà di collaborare in pieno con l’Università del Piemonte Orientale nell’ambito della filosofia operativa che il Rettore, Cesare Emanuel, ha sintetizzato con queste parole: “La tripolarità è finita; l’unica strada da percorrere è quella di una Università unica, integrata, aperta e multipolare. Ciò spiega anche il motivo per cui abbiamo scelto di dare la parola ai Sindaci in questa cerimonia. Chiediamo loro di assicurarci che, d’ora in avanti, nel trattare le politiche di sviluppo dell’Università e del territorio, possano ragionare come se Alessandria, Novara e Vercelli fossero tre quartieri di una sola città”. Rita Rossa ha rilanciato il progetto del corso di laurea in Medicina, parlato dell’azienda ospedaliera come perno della ricerca e formazione, e ha puntato l’indice sul problema trasporti all’interno della vasta area del Piemonte orientale.