Alessandria vince con la ricerca e il migliore ‘prof’
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Alessandria vince con la ricerca e il migliore ‘prof’

Digspes e Disit sono usciti a testa alta al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Piemonte Orientale. Adesso la sfida più complessa: Alessandria, Novara e Vercelli devono ragionare come fossero tre quartieri di una sola città

Digspes e Disit sono usciti a testa alta al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Piemonte Orientale. Adesso la sfida più complessa: Alessandria, Novara e Vercelli devono ragionare come fossero tre quartieri di una sola città

UNIVERSITA’ – Premio per la ricerca, premio per il professore dell’anno, un premio speciale, alcuni fra i migliori laureati premiati. Le sedi di Alessandria dell’Università del Piemonte Orientale sono ancora uscite a testa alta al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017 che si è svolta ieri nel Teatro civico di Vercelli. Il Digspes (Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali) diretto da Salvatore Rizzello e il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) guidato da Leonardo Marchese hanno incassato, rispettivamente, il riconoscimento per il ‘Professore dell’anno’ che, grazie al voto degli studenti, è andato ad Anna Rosa Favretto (Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale), e il premio per la ricerca che è andato a Leonardo Marchese e al gruppo di chimica fisica per il progetto Multi2Hyhcat finanziato per 1,4 milioni di euro (un milione va al Disit e la quota rimanente all’azienda Cage Chemicals di Novara) con risorse europee nell’ambito di Horizon 2020. Alla tesi di Eleonora Conte (laurea in Scienze chimiche al Disit) è andata la sesta edizione del premio ‘Giuseppe Della Casa’ (è stato un docente della Facoltà di Scienze), mentre gli studenti alessandrini premiati sono stati Gloria Biundo di Alessandria (Digspes) con la tesi ‘Le limitazioni alla libertà personale del minore imputato’; Chiara Paolini di Acqui (Digspes) con la tesi ‘World class manufacturing: occupational health and safety’; Sabrina Sartori di Alessandria (Disit) con la tesi ‘Weat: un’applicazione Android per la gestione completa di ordini presso strutture di ristorazione’.


Il sipario si è alzato puntuale alle 10.30, rispettando il copione consolidato con il discorso inaugurale del Rettore, Cesare Emanuel; la prolusione affidata a Stefano Paleari, già rettore dell’Università di Bergamo, a capo della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e oggi presidente del Comitato di coordinamento di Human Technopole; la voce dei sindaci delle città sedi dell’Ateneo: Rita Rossa (Alessandria), Alessandro Canelli (Novara) e Maura Forte (Vercelli). Al termine l’intervento di Giorgio Cottura (presidente di Confindustria Vercelli Valsesia) che ha parlato a nome della neonata Confindustria Territoriale Piemonte Orientale, tracciando il quadro economico (1.200 imprese per sessantamila occupati) della neonata associazione che raggiungerà l’assetto definitivo nel 2018.

Il fuori programma è stato rappresentato dall’appello, ripetuto anche in chiusura a sostegno di Ahmadreza Djalali, medico ricercatore iraniano che dal 2012 fa parte dello staff docente del Master Europeo in Medicina dei Disastri dell’Università del Piemonte Orientale e che è stato imprigionato per presunto spionaggio durante i suoi periodi di ricerca all’estero.

Dagli interventi dei sindaci sono emerse poche differenze rispetto alla volontà di collaborare in pieno con l’Università del Piemonte Orientale nell’ambito della filosofia operativa che il Rettore, Cesare Emanuel, ha sintetizzato con queste parole: “La tripolarità è finita; l’unica strada da percorrere è quella di una Università unica, integrata, aperta e multipolare. Ciò spiega anche il motivo per cui abbiamo scelto di dare la parola ai Sindaci in questa cerimonia. Chiediamo loro di assicurarci che, d’ora in avanti, nel trattare le politiche di sviluppo dell’Università e del territorio, possano ragionare come se Alessandria, Novara e Vercelli fossero tre quartieri di una sola città”. Rita Rossa ha rilanciato il progetto del corso di laurea in Medicina, parlato dell’azienda ospedaliera come perno della ricerca e formazione, e ha puntato l’indice sul problema trasporti all’interno della vasta area del Piemonte orientale.
Cosa serve adesso all’Università del Piemonte Orientale? Un sistema territoriale. Come quello che coincide con la visione affascinante e coinvolgente di Human Technopole, rappresentata da Stefano Paleari e che racconta di un futuro di ricerca e innovazione che dal centro che sorgerà sull’area dell’Expo di Milano (1.500 ricercatori, 140 milioni all’anno di investimenti, sette centri scientifici e tre centri di facilitazione) si può propagare, coinvolgendoli, ai territori vicini. A partire dal Piemonte Orientale e dai poli più avanzati. “Human Technopole – ha detto Palearo – è un progetto educativo, organizzativo, politico e di sfida industriale. Sarà un hub che darà la possibilità a tutti di essere connessi”. Il tutto proiettato verso “una competizione corretta e con pari opportunità, a un’uguaglianza dei punti di partenza e rispetto per i ‘non primi’ (competizione nell’accezione veramente sportiva), alla coesistenza di eccellenze e qualità media del sistema”. Quello che può tranquillamente accadere al Piemonte Orientale. Ma a una condizione: lavorare tutti nella stessa direzione. 

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