Duemila firme contro la cava Cociv
Home
Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
2 Febbraio 2017
ore
00:00 Logo Newsguard

Duemila firme contro la cava Cociv

“Sospensione incondizionata di utilizzo di qualsiasi cava sul territorio di Alessandria per il Terzo Valico”. Lo chiedono 2000 cittadini di Alessandria che hanno depositato le firme (oggi le prime 1500) a sostegno di una petizione, indirizzata al consiglio Comunale della città

?Sospensione incondizionata di utilizzo di qualsiasi cava sul territorio di Alessandria per il Terzo Valico?. Lo chiedono 2000 cittadini di Alessandria che hanno depositato le firme (oggi le prime 1500) a sostegno di una petizione, indirizzata al consiglio Comunale della città

ALESSANDRIA – “Sospensione incondizionata di utilizzo di qualsiasi cava sul territorio di Alessandria per il Terzo Valico”. Lo chiedono 2000 cittadini di Alessandria che hanno depositato le firme (oggi le prime 1500) a sostegno di una petizione, indirizzata al consiglio Comunale della città.
La petizione segue ad una proposta di deliberazione già presentata nei giorni scorsi e seguita da 400 firme.
Promossa dalle associazioni Legambiente, Pro Natura e Alessandria No Amianto Terzo Valico, i cittadini chiedono di:
sospendere incondizionatamente l’utilizzo di qualsiasi cava sul territorio del Comune di Alessandria per la realizzazione del Terzo Valico;
impedire con ogni mezzo (ordinanze, etc.) il transito di camion trasportanti lo smarino e le sostanze nocive derivanti dai lavori di scavo del Terzo Valico sulle strade del Comune di Alessandria;
istituire una specifica unità di competenza che sia a disposizione dei cittadini per assicurare la completa trasparenza circa l’impatto sulla salute e sull’ambiente di tutte le attività in fase autorizzativa o in corso di svolgimento nel territorio comunale

La richiesta arriva, a maggior ragione, dopo il ricorso al Tar presentato da Cociv contro l’ordinanza di sospensione dei conferimenti di materiale da scavo nella cascina Clara e Buona.
“In pratica – spiegano le associazioni – si chiede alla Giunta di trovare il modo di rendere definitivo e di estendere a tutto il territorio comunale ciò che oggi è provvisorio e riguarda solo la Clara e Buona e di pronunciarsi ufficialmente (con gli strumenti amministrativi a disposizione) in modo contrario alla realizzazione del ‘Terzo Valico’ ferroviario AC/AV, dato il peso dell’impatto ambientale e sociale dell’opera, nonché l’assoluta antieconomicità dello stesso”.
Sono pronti ad andare fino in fondo gli ambientalisti che si oppongono alla realizzazione dell’opera da 6 miliardi di euro. “L’esposto chiede di procedere alla verifica dell’origine e del contenuto dei conferimenti avvenuti prima dell’alluvione, dei controlli eventualmente effettuati, della presenza di materiali contaminati all’interno dell’area, della avvenuta realizzazione o meno delle scogliere prescritte, dell’inquinamento ambientale potenzialmente avvenuto a seguito degli eventi alluvionali, individuando gli eventuali comportamenti illegali e, in ultimo, di verificare se la parziale o mancata realizzazione preventiva delle due scogliere di difesa spondale, che Cociv avrebbe dovuto eseguire prima di iniziare il conferimento e che invece non ha fatto, abbia peggiorato la situazione alluvionale nel sito Clara e Buona, ed eventualmente quali conseguenze abbia causato a valle”.
Anche l’amministrazione ha inviato alla procura le registrazioni di una commissione consigliare in cui emergeva il fatto che Cociv avrebbe “tagliato” le sponde per consentire il deflusso delle acque.
Quasi contemporaneamente Cociv ha fatto ricorso al Tar, chiedendo i danni al comune di Alessandria, per l’ordinanza di sospensione dei conferimenti.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione