L’esperienza in Amazon: ’20 Km. Al giorno, senza sosta e a prendere di tutto’
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L’esperienza in Amazon: ’20 Km. Al giorno, senza sosta e a prendere di tutto’

L'esperienza tra gli scaffali di Amazon di un giovane alessandrino: produzione, produzione e ancora produzione in una supply chain che non dà tregua. Pagano bene, ma i turni sono duri. Almeno nel suo reparto.

L'esperienza tra gli scaffali di Amazon di un giovane alessandrino: produzione, produzione e ancora produzione in una supply chain che non dà tregua. Pagano bene, ma i turni sono duri. Almeno nel suo reparto.

ALESSANDRIA – Venti chilometri percorsi a piedi al giorno, pause cronometrate dopo cinque ore di lavoro filate. Due pezzi al minuto da acchiappare, fino all’ultimo secondo di turno. Vi piacerebbe lavorare da Amazon? Se avete un fisico bestiale, è il posto che fa per voi.

L. M., 26 anni è uno delle centinaia di alessandrini reclutati dal quartier generale di Castel San Giovanni, provincia di Piacenza, già capitale della logistica e ora casa italiana dei prodotti spediti dal colosso dell’e-commerce.

E’ uno dei tanti che prendeva il pullman delle 4,30 del mattino dal piazzale di fronte al cimitero di Spinetta, per le sue otto ore nel reparto ‘Pick’, dove si smistano i prodotti.

Voleva un lavoretto per far su qualche soldo, e da quel lato “Pagano bene e puntuali, rispetto ad altri part time”. Ma le condizioni di lavoro sono ferree. Almeno, le sue. L. M. è stato reclutato nel periodo prenatalizio, quando sul sito vengono effettuati 380 ordini al secondo. Capito bene? 380 “acquista” cliccati dai nostri computer italiani. E pagati in anticipo. Toccava a lui ricevere l’ordine sul palmare e cercare l’articolo, a piedi: “Come girare in un supermercato fitto di scaffali, tutto il giorno, senza sosta”. Mezz’ora di pausa (“ma dieci minuti andavano via solo per raggiungere la mensa”), niente musica, poche chiacchiere con i colleghi. La produzione (doveva prendere 110/120 pacchi all’ora) era controllata. “Se beggi l’uscita un minuto prima ti rimproverano”. Ci sono altri reparti, ma il suo sembra il più duro, anche per la maratona quotidiana a cercare di tutto: “Pensa a una cosa, lì c’è. A breve venderanno anche surgelati”.

Esperienza massacrante? “Per un 26enne i turni sono duri, figuriamoci per un 50enne”. E si impara, nel bene e nel male, cos’è il lavoro oggi.

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