Disit, nuovi materiali per i farmaci di domani
Il Dipartimento dell'Università del Piemonte Orientale coordina il progetto internazionale 'Multi2Hycat' e incassa 1,4 milioni di euro. Ricerca avanzata per migliorare i processi industriali
Il Dipartimento dell'Università del Piemonte Orientale coordina il progetto internazionale 'Multi2Hycat' e incassa 1,4 milioni di euro. Ricerca avanzata per migliorare i processi industriali
UNIVERSITA’ – La ricerca vincente. Per idee, progettualità, lavoro di squadra. Succede ancora una volta all’Università del Piemonte Orientale (Upo) che è stata premiata dall’Europa con 1,4 milioni di euro assegnati all’Ateneo tripolare. Nell’ambito del programma europeo ‘Horizon 2020’ per la ricerca e l’innovazione, il progetto internazionale ‘Multi2Hycat’ ha ottenuto un finanziamento complessivo di cinque milioni di euro, con una quota attribuita all’Upo. Competenza e dedizione, accreditamento scientifico di alto livello, una struttura tecnico-amministrativa in grado di supportare il processo di elaborazione progettuale, sono alcuni degli elementi che hanno portato a un risultato che vede protagonista il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione) di Alessandria, diretto da Leonardo Marchese che coordina proprio il progetto ‘Multi2Hycat’ (‘Multi-site organic-inorganic hybrid catalysts for multi-step chemical processes”), uno dei pochi progetti di ‘Horizon 2020’ pilotati da Università italiane.
Dietro alle sigle c’è un piano per sviluppare materiali innovativi ibridi multifunzionali per la produzione di composti chimici e di farmaci. “Il gruppo di ricerca – spiega Marchese – lavora all’interno di ambiti precisi: sostenibilità, rispetto dell’ambiente e abbattimento dei costi di produzione, con evidenti ricadute economiche e sociali. È un progetto in linea con le politiche dell‘Unione Europea in termini di competitività e sostenibilità energetica e ambientale”. Obiettivo di ‘Multi2Hycat’ è lo sviluppo di materiali innovativi ibridi multifunzionali, costituiti da una parte organica e una inorganica. “La loro missione – sottolinea Enrica Gianotti, professore associato che fa parte del gruppo di esperti che si occupa delle attività sperimentali – è migliorare e rendere più sostenibili, meno inquinanti e più sicuri, alcuni processi industriali per la produzione di composti chimici e di farmaci”. L’Università del Piemonte Orientale ha iniziato a mettere a punto il progetto nell’estate del 2015. All’Unione europea sono stati presentati 39 progetti di diverse nazioni, nove hanno superato la selezione e il primo è il ‘Multi2Hycat’, approvato nel luglio 2016 e operativo da gennaio.
Il team di ricerca internazionale, coordinato dall’Upo (è il quarto progetto europeo la cui guida è affidata all’Ateneo) è costituito dall’Università di Southampton, il Centre National de la Recherche Scientifique (Francia), l’Instituto de Tecnología Química del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (Spagna), Solvay (Belgio), Almirall Sa (Spagna, industria farmaceutica), Pno Consultants Gmbh (Germania, agenzia di servizi che opera a livello europeo), Cage Chemicals Srl di Novara (è uno spin-off dell’Upo nato dieci anni fa). Il progetto si svilupperà nell’arco di quattro anni e il numero totale di ricercatori coinvolti è di circa cinquanta, impegnati in otto laboratori europei. Ad Alessandria sono oltre dieci i ricercatori impegnati e i nuovi assunti, grazie ai finanziamenti europei, sono al momento quattro: un tecnico per tre anni, due ricercatori per tre anni, un post-doc per due anni. “Un altro paio di posti per dottorandi di ricerca saranno disponibili dal mese di ottobre” aggiunge Marchese.
