Ira degli animalisti per il bue grasso di San Giuliano
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Ira degli animalisti per il bue grasso di San Giuliano

La prima festa del bue grasso a San Giuliano Nuovo scatena le rimostranze degli animalisti che non vogliono che si ripeta una tradizione "che non trova giustificazione". "Sono esseri senzienti con il diritto di vita, libertà e affetto", tuonano

La prima festa del bue grasso a San Giuliano Nuovo scatena le rimostranze degli animalisti che non vogliono che si ripeta una tradizione "che non trova giustificazione". "Sono esseri senzienti con il diritto di vita, libertà e affetto", tuonano

ALESSANDRIA – Il Bue Grasso è una qualità di razza piemontese, vanto di sagre regionali da Carrù nel Cuneese a Nizza Monferrato, Astigiano. Sono momenti tradizionali in cui la cultura contadina del mercato delle bestie si unisce alla festa gastronomica vera e propria, con la consumazione della carne in questione, ‘sponsorizzata’ anche dalla Regione Piemonte, in certi casi.

Quindi niente di strano né illegale se si organizzano feste con il gustoso bovino. Almeno per i carnivori. Gli animalisti vedono questi appuntamenti come una crudeltà che non trova giustificazione. Così dice Paola Re, responsabile petizioni di Freccia 45, associazione per la protezione degli animali.

In provincia di Alessandria al bue grasso viene fatta la festa – in tutti i sensi – a Montechiaro d’Acqui. Ma da domani fino al 29 gennaio, alla Pro Loco Al Don di San Giuliano Nuovo si celebra la prima festa del bue grasso (e altre specialità del posto), scatenando le ire degli animalisti che hanno scritto al sindaco, agli assessori e ai giornali.
Per ora nella frazione alessandrina è prevista solo “L’abbuffata carnista”, come la chiamano, senza mercato del bestiame (mostra dei condannati a morte, nella lingua dei protestanti): una sagra o poco più. “Ma dal prossimo anno ci sarà anche la funerea sfilata?”, si chiede l’attivista. Niente proteste plateali con foto o striscioni di fronte alla mensa, come accaduto in altre sagre (soprattutto del salamino). Dopo una serie di link salutisti sull’alimentazione non a base di carne, il fermo augurio è che sia la prima e l’ultima edizione di questa “macabra festa”.

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