Cittadella, monumento alla burocrazia e al ‘fai da te’
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Cittadella, monumento alla burocrazia e al ‘fai da te’

Primi confronti in Commissione consiliare Cultura sul percorso di recupero e valorizzazione della fortezza. Ma la Soprintendenza non si vede, il Politecnico di Torino deve studiare e le associazioni alessandrine continuano a gestire l'ordinaria amministrazione

Primi confronti in Commissione consiliare Cultura sul percorso di recupero e valorizzazione della fortezza. Ma la Soprintendenza non si vede, il Politecnico di Torino deve studiare e le associazioni alessandrine continuano a gestire l'ordinaria amministrazione

ALESSANDRIA – Un monumento all’approssimazione, pur a fronte di un documento statale, di impegni presi e messi nero su bianco, di programmi dettagliati. Il monumento è la Cittadella di Alessandria, mentre il percorso da mettere a fuoco è quello del Protocollo firmato a dicembre da Ministero dei Beni culturali, Regione Piemonte e Comune di Alessandria. Dalla Commissione consiliare Cultura, presieduta da Renzo Penna, sono emerse tensioni evidenti fra le associazioni che per lungo tempo hanno rappresentato dei punti di riferimento per chiunque voglia organizzare qualcosa dentro la Cittadella (associazione bersaglieri, Fai), mentre Guido Ratti (Comitato Difesa Cittadella) e Maurizio Sciaudone (consigliere comunale di Forza Italia) rincarano la dose delle cose che non vanno. Come nello stesso tempo è apparsa evidente l’approssimazione della burocrazia.

La storia è nota. Il Ministero dei Beni culturali stanzia 25 milioni che restano assegnati allo stesso dicastero in attesa di progetti specifici e intanto la Cittadella viene assegnata alla Soprintendenza archeologica belle arti per “avviare le necessarie politiche di tutela, conservazione e valorizzazione”. La cifra stanziata per il 2017 è di un milione di euro e crescerà progressivamente negli anni, diventando 1,5 milioni nel 2018, 2 milioni nel 2019, 6 milioni per anno nel 2020 e nel 2021 per concludersi nel 2022, con uno stanziamento conclusivo di altri 8,5 milioni. “I tempi per i primi interventi sono stretti – ha dichiarato a inizio gennaio ad Alessandrianews l’assessore Marcello Ferralasco – ed entro metà febbraio si dovrebbe arrivare a conoscere con precisione a cosa saranno indirizzati i fondi. Verrà costituita una scheda integrativa al protocollo appena sottoscritto contenente tutti gli interventi, che ovviamente saranno più dettagliati per i primi anni e andranno perfezionati gli anni successivi. Il Comune speriamo riesca ad avere quel ruolo di connessione e baricentro che il protocollo gli riconosce”.

Le prime difficoltà? La Soprintendenza tanto invocata anche per mettere argine alla gestione di eventi, manifestazioni e utilizzo un po’ troppo ‘fai da te’ della fortezza, al momento sembra non volersi trasferire, né avviare le pratiche per lo spazio che le spetta all’interno del Quartiere di Sant’Antonio per svolgere “attività di archivio, deposito e restauro”, come recita il protocollo. Intanto, tra fuoristrada che scorrazzano nei fossati (parola dell’associazione bersaglieri), cittadini che portano a spasso i cani, feste ed eventi, c’è un movimento costante. Ma poco controllato visto che Sciaudone rilancia – “Come si garantisce sicurezza”? – e chiede che all’interno della Cittadella si svolgano solo manifestazioni istituzionali e non più private. Che una revisione degli indirizzi sia necessaria lo conferma Ferralasco quando dice che “si rivisiterà la delibera consiliare del gennaio 2014 perché sono ormai cambiati il contesto e le finalità del monumento”. La necessità di accordi specifici viene rilanciata, sempre in Commissione, dal Fai che auspica che arrivi “presto un accordo fra Comune e Ministero per la custodia perché la sicurezza è quella che è”. Vittoria Oneto, assessore alla Cultura, ribadisce che “tutto è in mano alla Soprintendenza”, che la giunta sta lavorando a un documento di indirizzo e a oggi “non c’è ancora la destinazione del primo milione”. A metà marzo, aggiunge, è in programma “un momento condiviso con cittadinanza e associazioni sulle linee e le proposte progettuali per arrivare a un atto di indirizzo da sottoporre al Politecnico in breve tempo”. Sì, perché c’è di mezzo anche il Politecnico di Torino. Che deve realizzare uno studio di fattibilità su azioni di recupero e valorizzazione della Cittadella (bene demaniale in uso governativo alla Soprintendenza) su incarico assegnato dalla Compagnia di San Paolo su indicazione della Regione Piemonte (che investirà risorse stimare in 8 milioni, rispetto ai quali non c’è ancora alcun stanziamento).

In questo quadro Guido Ratti ripete che “in Cittadella ci sono abusi edilizi che nessuno vuole vedere”, associazioni e Comune fanno da scaricabarile delle responsabilità della gestione degli eventi e dell’apertura quotidiana della fortezza, quasi come se qualcuno (i volontari in questo caso) fosse preoccupato dell’arrivo, un domani, di chi potrebbe rappresentare finalmente in baluardo in termine di controllo e gestione. Ma visto che chi dovrebbe farlo, la Soprintendenza, al momento non pare fremere di voglia di traslocare, non resta che attendere proposte e suggerimenti, studi di fattibilità e altre idee. Sperando in un progetto senza il quale Alessandria non vedrà arrivare un centesimo per la Cittadella.
 

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